Sara Moraca

Sara Moraca

Lug 25, 2017

Produrre una plastica meno tossica si può, grazie alla buccia dei limoni

Dalla Spagna la plastica ecocompatibile ottenuta grazie a un nuovo processo di lavorazione dei policarbonati

Eliminare le sostanze dannose presenti nella plastica grazie a una sostanza contenuta negli agrumi e all’anidride carbonica. In uno studio pubblicato di recente, alcuni ricercatori dell’Istituto di ricerca chimica della Catalogna sono riusciti a sviluppare un metodo di produzione dei policarbonati  che usa due sostanze naturali: il limonene, un idrocarburo contenuto nella buccia degli agrumi, e l’anidride carbonica. La ricerca, dell’Institut Català d’Investigació Química di Tarragona, pubblicata sulla rivista ACS Catalysis, aveva l’obiettivo di individuare nuovi metodi di produzione dei policarbonati, che spesso suscitano perplessità a causa della presunta tossicità del bisfenolo A (BPA), una delle principali molecole utilizzate per la realizzazione del polimero.

Nuovi biomateriali

Anche se la BPA è stata ripetutamente classificata come una sostanza chimica sicura da parte delle agenzie americane e europee, alcuni studi indicano che si tratta di un possibile disgregatore endocrino, neurotossico e cancerogeno. L’introduzione del limonene nei processi industriali è però qualcosa di difficile, attuabile solo in un arco temporale medio-lungo. Arjan Kleij, principale autore del paper, ha chiarito che il limonene può essere utilizzando partendo da piccole quantità: “Passo dopo passo, il processo di adattamento potrebbe portare alla creazione di nuovi biomateriali derivanti dal limonene, con proprietà nuove e migliorate”.

Una plastica più sicura

I ricercatori non sono solo riusciti  a produrre un polimero più ecologico, ma hanno migliorato notevolmente le proprie proprietà termiche del materiale. Il polimero derivato ​​da limonene possiede infatti la massima temperatura di transizione vetrosa (il valore di temperatura al di sotto della quale un materiale amorfo si comporta da solido vetroso) mai riportata per un policarbonato. “Siamo stati molto sorpresi, perché solitamente le bioplastiche hanno proprietà termali inferiori rispetto ai polimeri classici”, ha commentato Kleij.

La nuova plastica richiede temperature superiori per fondersi, fattore che la più sicura per l’uso quotidiano

Inoltre, il nuovo polimero può potenzialmente offrire una miriade di nuove applicazioni. Kleij e colleghi stanno attualmente trattando con alcuni produttori di plastica per procedere  alla produzione industriale di biomateriali derivanti dal limonene.