In Giappone il sushi ve lo consegna un robot. Si chiama CarriRo

L’ha ideato Zmp insieme al servizio Ride on Express e porta fino a 60 ordinazioni. Dopo i molti esperimenti in Gran Bretagna e Stati Uniti, segna un punto a favore dei robot contro i droni

Se in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, in particolare a Los Angeles e San Francisco, iniziano a farsi largo i robot di Just Eat (e non solo) per le consegne a domicilio, in Giappone ne è appena nato uno dedicato alla specialità locale: il sushi. Si chiama CarriRo e l’ha messo a punto Zmp, un’azienda di robotica con base a Tokyo insieme al servizio di food delivery Ride On Express, che a sua volta controlla il popolare brand di sushi Gin no Sara.

Ora solo nelle proprietà private…

Si comincia proprio ad agosto: Carriro è pronto per consegnare sashimi, uramaki e altre squisitezze a base di riso e pesce crudo o cotto direttamente fino alla porta dei clienti. Purtroppo, per il momento, il robottino (che in fondo proprio ino non è) dovrà limitarsi a circolare all’interno di proprietà private, ad esempio nei complessi commerciali o negli uffici dei grandi gruppi: anche in Giappone, come altrove, le leggi devono ancora adeguarsi alla novità dei veicoli autonomi che rischierebbero di sollevare numerosi problemi in caso di incidenti, furti o infortuni.

…poi sui marciapiedi

Zmp, tuttavia, spera di poter far camminare i suoi fattorini artificiali sui marciapiedi, in una corsia parallela a quella riservata ai pedoni, nel prossimo futuro. D’altronde il simpatico robottino  è in grado di trasportare abbastanza cibo per 60 ordinazioni ed è appunto già pronto per affrontare gli ostacoli dei marciapiedi senza l’aiuto di un essere umano. Sfrutta infatti sensori laser e videocamere per muoversi, correndo alla velocità di oltre 6 chilometri orari che non è affatto poco.

Come si ritira il sushi

Come in moltissimi altri food delivery in tutto il mondo i clienti possono ordinare i propri rotolini tramite l’applicazione di Ride On Express. Una volta avvisati dell’arrivo di Carriro l’app fornirà un codice per aprirlo e ritirare il proprio sushi. C’è solo da capire come evitare l’incrocio degli ordini all’interno del vano o che qualcuno faccia il furbo e si mangi anche i maki altrui. Dovrebbe avere comunque diversi scompartimenti separati.

I sempre più numerosi test sui robot, fra l’altro, suggeriscono un altro elemento per le dinamiche della consegna a domicilio del prossimo futuro: che sia quella stradale, e non quella aerea, la strada più facilmente percorribile per questo genere di consegne, checché ne dicano i sogni di Amazon, Foodpanda e Alibaba costellati di droni.

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