Luca Annunziata

Luca Annunziata

Lug 17, 2017

Startupbootcamp FoodTech, ultima chiamata

Poche ore rimaste per sottoporre la propria candidatura per entrare nel programma di accelerazione. In palio tre mesi di lavoro con investitori e manager per avanzare nel mercato del foodtech

Ha toccato la Germania, la Francia, la Turchia, l’india e la Cina: è arrivato fino in Silicon Valley e poi ha fatto ritorno a Roma, dopo aver fatto una capatina a Tel Aviv. Il tour di Startupbootcamp FoodTech ha toccato tre continenti in poche settimane, e ora entra nel vivo con l’ultimo appello alle giovani startup che vogliano sottoporre la propria candidatura per partecipare al programma di accelerazione da 3 mesi che partirà il prossimo autunno.

Le candidature

Se siete una startup nel campo del foodtech, basta iscriversi nell’apposita pagina e poter partecipare alla selezione finale: sono già oltre 450 le candidature ricevute, con tematiche che spaziano dalla ristorazione all’agricoltura, dai succedanei del cibo alla robotizzazione dei processi di coltura e monitoraggio.

Dieci fortunate startup, selezionate a settembre da una giuria di esperti e addetti ai lavori, avranno l’occasione di entrare nel programma di accelerazione che conta sul supporto di oltre 120 mentor provenienti dalle fila di grandi aziende (da Metro a Barilla, da Lavazza a Bayer, da Facebook a Monsanto, e molti altri), su oltre 1.000 angel investor e venture capitalist, il tutto sotto la supervisione dei fondatori di SBC FoodTech Peter Kruger e Paolo Cuccia.

L’idea di avviare un programma di accelerazione per il foodtech in Italia è frutto di una considerazione tutto sommato ovvia: l’Italia è già il punto di riferimento globale per alimentazione ed arte culinaria, e Roma in particolare vanta una tradizione plurimillenaria in cucina. Nel Belpaese c’è un vasto tessuto produttivo e industriale dedicato alla filiera del food: non c’è terreno migliore dove seminare e far germogliare le proprie idee.