La tecnologia fa volare il consumo di frutta e verdura | L’analisi di Coldiretti

Gli apparecchi casalinghi low cost (e le buone politiche delle amministrazioni locali) spingono in alto il consumo di questi alimenti. E mai così tanta frutta e verdura è arrivata sulle nostre tavole da inizio secolo (dati Nielsen). Bene anche l’export

Gli italiani hanno riscoperto l’amore per frutta e verdura (ammettiamolo, era un po’ sopito). E non è solo una sensazione: a dirlo sono i dati Nielsen relativi ai primi quattro mesi dell’anno. Sottolineano che mai così tanta frutta e verdura è arrivata sulle tavole degli italiani da inizio secolo. Si è registrato un balzo record del 9,6%, soprattutto per i consumi di frutta secca (+11,9%), quelli di verdura (+11,9%) e quelli di frutta (+7,1%) con una

netta inversione di tendenza rispetto al passato dettata dal cambiamento degli stili di vita verso la domanda di cibi più genuini.

Il merito? Secondo Coldiretti sarebbe anche della tecnologia se gli italiani hanno ripreso a consumare frutta e verdura: nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli.

Tutti pazzi per la frutta secca…

Nonostante la crisi generale della GDO, la frutta secca non sembra aver conosciuto battuta d’arresto: il consumo di noci, mandorle e arachidi continua a crescere a un tasso annuo che supera il 10%, per un valore di mercato che si aggira sul miliardo di euro. Dal febbraio 2016 al gennaio 2017,  le vendite per il prodotto a peso variabile sono aumentate dell’11,1%, mentre quello a peso imposto ha segnato un +12,1%.

…e per quella fresca (all’estero)

L’andamento positivo riguarda anche le esportazioni di frutta e verdura Made in Italy fresca che, spiegano da Coldiretti, fanno segnare nel primo bimestre del 2017 il valore più alto degli ultimi 25 anni, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, sulla base delle elaborazioni Coldiretti su dati Istat.

Le buone pratiche

Del resto, le amministrazioni stanno promuovendo numerosi progetti per favorire l’export di cibo italiano all’estero: la Camera di commercio di Milano ha varato un progetto per promuovere l’export di food negli Usa. Il progetto Lover rientra nell’ambito del protocollo di intesa tra le unioni e giornali delle Camere di commercio di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna che ha l’obiettivo di garantire alle aziende aderenti un percorso di inserimento nel mercato del food degli Stati Uniti. Il percorso prevede una prima fase di formazione, una fase commerciale con la creazione di collaborazioni con controparti locali e lo sviluppo di strumenti adeguati per poter rispondere alle richieste del mercato. Per le aziende del settore agroalimentare è prevista una attività di supporto per la creazione di piattaforme di e-commerce. Tra le province lombarde, quella che esporta più frutta e verdura è Cremona, mentre le altre puntano su farinacei, bevande e prodotti da forno.

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