Questa startup mette il burro nel caffè e raccoglie 19 milioni di dollari. Bulletproof 360

La miscela è prodotta dalla startup di Dave Asprey, che ha appena chiuso un round di finanziamento da 19 milioni di dollari. E pare non dispiaccia ai manager della Silicon Valley

Inserire burro in una speciale miscela di caffè potrebbe sembrare qualcosa di bizzarro, eppure ha conquistato il palato di molti manager della Silicon Valley. Questa speciale miscela, prodotta dalla startup Bulletproof 360, ha appena assicurato all’imprenditore Dave Asprey un round di finanziamento da 19 milioni di dollari.  Mentre per alcuni la startup di Asprey è una vera fonte d’ispirazione, per altri il business possiede aspetti poco chiari: secondo quanto dichiarato dall’azienda, la miscela di caffè commercializzata sarebbe priva di micotossine, sostanze chimiche tossiche prodotte da funghi, che sarebbero invece presenti in abbondanza nelle altre miscele di caffè vendute nei supermercati. La startup, su cui finora i venture capitalist hanno investito circa 28 milioni di dollari, è solo il primo dei progetti di Asprey. L’imprenditore sta infatti pianificando di espandere la propria rete di vendita ai negozi di New York entro la fine del 2017.

Bulletproof

Micotossine

Come certificano alcuni studi, le micotossine sono presenti in una grande varietà di alimenti e risultano nocive in grandi quantità.  Tuttavia, la maggioranza delle aziende è a conoscenza di questi dati e processa i chicchi di caffè in modo da poter eliminare tali sostanze dal proprio prodotto. Secondo uno studio del National Institutes of Health, gli americani che bevono quattro tazze di caffè al giorno risultano avere livelli di micotossine nel sangue decisamente inferiori alla soglia di sicurezza.

Grassi speciali

Ma questa non sarebbe l’unica inesattezza scientifica che Bulletproof 360 propinerebbe ai propri clienti: la miscela di caffè conterrebbe grassi speciali, che aiuterebbero a ridurre il colesterolo, e le erbe utilizzate nel processo di produzione favorirebbero l’attività celebrale. Anche se ci sono delle prime evidenze che i trigliceridi a media catena possano contribuire alla perdita di peso, è soprattutto la storia personale di Asprey ad aver decretato il successo della startup: l’uomo ha speso un milione di dollari di tasca propria in tentativi vari ed è poi riuscito a perdere 100 chili.

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