Magnocavallo (Tannico): La Digital Transformation? Marcia in più per il settore vitivinicolo

Con il ceo della startup parliamo di Gli Impatti della Digital Transformation sul settore Agrifood, il report di Cisco Italia e Dti. «Chi fa investimenti importanti sulle tecnologie produttive spesso riesce ad avere prodotti con qualità uniforme e di alto livello»

L’agrifood pesa per il 2% sull’economia italiana. Ma questi numeri potrebbero crescere con un maggiore investimento tecnologico? A questa domanda ha cercato di rispondere lo studio Gli Impatti della Digital Transformation sul settore Agrifood, realizzata dal Digital Transformation Institute (Dti) con la collaborazione di Cisco Italia. L’indagine mira a scoprire quali sono le tecnologie in grado di “sedurre” e migliorare il settore. Focus particolare su quello vitivinicolo che, col suo miliardo di bottiglie importate, può fare molto bene alla bilancia commerciale italiana. Tuttavia i numeri parlano chiaro. Le aziende del comparto agroalimentare ancora non si fidano della tecnologia. Abbiamo chiesto un commento sugli ancora pochi investimenti tecnologici nel settore a Marco Magnocavallo, founder della startup Tannico, piattaforma e-commerce attiva nella vendita del vino.

Leggi anche: Agricoltura e investimenti. «Col digitale più valore ai nostri prodotti» | Lo studio di Cisco

Cisco

Secondo l’indagine condotta da Cisco sugli impatti della Digital Transformation nella filiera agrifood, il 77,3% delle aziende che operano nel settore non ha fatto investimenti a valore in tecnologie ICT, o ne ha fatti per meno di 5 mila euro negli ultimi 5 anni. A cosa è dovuta secondo lei questa scelta?
«Da quello che ho potuto vedere in questi anni il settore vitivinicolo è molto indietro e questo è spesso dovuto ad aziende padronali che raramente vedono nella tecnologia un supporto interessante per lo sviluppo del loro business. Anche a livello digitale il settore è molto arretrato e spesso non considera l’uso dei nuovi canali di vendita online».

Per Stefano Epifani, presidente del Digital Transformation Institute (Dti), “chi produce vino di qualità è anche chi fa più investimenti in ICT”. Che ne pensa?
«Al momento non ne ho visto la correlazione diretta. Vero però che chi fa investimenti importanti sulle tecnologie produttive spesso riesce ad avere prodotti con qualità uniforme e di alta qualità».

Secondo lei, c’è necessità di nuove tecnologie nel settore vitivinicolo?
«Sicuramente sì, penso al marketing digitale, il CRM e le attività di gestione della produzione».

Che tipo di miglioramenti potrebbero apportare ad un settore già così vivace?
«In Italia ci sono oltre 100 mila aziende che potrebbero beneficiare in modo importante dell’introduzione di nuove tecnologie per la gestione della produzione e dei processi principali».

Qual è il punto focale in cui le aziende vitivinicole e la digitalizzazione possono incontrarsi?
«Il punto focale è ancora ignoto al momento: si rivelerà quando queste aziende inizieranno, anche solo in minima parte, a utilizzare le nuove tecnologie e a capirne i benefici e gli effetti».

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