Il cartone per la pizza firmato da Apple (con lo zampino di un italiano)

Dopo il brevetto, depositato 7 anni fa, il nuovo contenitore esordisce nei caffè dell’avveniristico Apple Park di Cupertino. Dietro l’idea c’è Francesco Longoni

Come in tutti i prodotti Apple, il design si distingue sempre per la massima essenzialità e pulizia. Prima ancora del contenuto, è il contenitore che fa la differenza. Almeno agli occhi degli appassionati. Che si tratti di un telefono, di un tablet, di un computer, di un orologio oppure di un cartone per la pizza. Sì, di quelli che si usano per il take away o la consegna a domicilio. In questo senso davvero il principe dei contenitori.

 

Design circolare, buchi e niente condensa

La Mela ne ha brevettato uno ben sette anni fa ed è pronta ora a lanciarlo nei caffè e ristoranti dell’Apple Park, la nuova, avveniristica (e gigantesca: 708mila metri quadrati) sede del colosso a Cupertino. Il campus circolare dove in questi mesi si stanno trasferendo i primi dipendenti. Ma in cui i lavori proseguiranno nel corso dell’estate.
Bene, anche il cartone riprende quella forma circolare (che è poi la forma della pizza) ed è disegnato proprio per evitare che la condensa interna renda molliccia la pasta (che probabilmente, visto che è cucinata in California, non dev’essere il massimo neanche appena sfornata). Il prodotto è così tenuto sollevato dal fondo e una serie di buchi sul coperchio (ma quelli non sono una grande invenzione, anche i cartoni della pizzeria sotto casa ne sono da sempre cosparsi) consentono all’umidità di fuoriuscire. Alimentando un ricircolo d’aria studiato per conservare al meglio l’agognato pasto.

Lo zampino di un italiano

Dietro al pezzo forte (ovviamente bianco e scoperto da Wired Usa in una visita ravvicinata al nuovo quartier generale) ci sarebbe un italiano: Francesco Longoni, capo del team della ristorazione all’interno dell’Apple Park. «L’obiettivo del campus – ha spiegato Jony Ive a Steve Levy sul magazine statunitense – è creare un’esperienza e un ambiente che rispecchi chi siamo come compagnia. Questa è la nostra casa e tutto ciò che faremo in futuro partirà da qui».

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