PepsiCo cerca collaborazioni per produrre proteine alternative (come la farina di vermi)

La multinazionale PepsiCo ha pubblicato un annuncio in cui cerca collaborazioni con società che lavorano con fonti di proteine alternative: come funghi, piante e insetti

Il gruppo PepsiCo è alla ricerca di fonti proteiche “alternative” per i suoi prodotti. La multinazionale conosciuta soprattutto per la Pepsi, storico concorrente della Coca-Cola, possiede in realtà moltissimi altri marchi di alimenti. Forse non tutti sanno che sotto il cappello della PepsiCo ci sono brand come il succo Tropicana, la bevanda energetica Gatorade e le patatine Lays del marchio Frito-Lays che vende anche vari tipi di nachos e snacks. La multinazionale ha pubblicato un annuncio sul sito di open innovation NineSights con una richiesta di collaborazioni per “nuove fonti di proteine per i suoi prodotti”. I clienti, spiega l’azienda, “si sono abituati a una varietà di cibi ad alto contenuto proteico, come lo yogurt greco o la carne bovina, ma l’alto concentrato di proteine ha compromesso le loro percezioni su elementi come sapore e colore”. Per venire incontro alle richieste della clientela, quindi, PepsiCo sta cercando delle fonti di proteine derivanti dalle piante, dalle micoproteine (per esempio quelle presenti nei funghi) oppure dagli insetti. L’azienda non specifica che tipo di collaborazione intende aprire con la società che offrirà la migliore soluzione alle proprie esigenze, scrivendo semplicemente “da negoziare”. Per avanzare la propria proposta alla PepsiCo è sufficiente riempire il format che l’azienda ha messo a disposizione nel suo annuncio.

Alla ricerca di proteine non convenzionali

PepsiCo nel suo annuncio sottolinea di aver già sperimentato con il suo dipartimento di Ricerca&Sviluppo varie fonti di proteine vegetali come la soia, la moringa o la farina fatta con i vermi, e non specifica per quale brand della multinazionale intenda “impiegare” le fonti di proteine alternative. PepsiCo tuttavia indica i “must have” che la nuova fonte di proteine dovrà soddisfare: innanzitutto dovrà avere un buon gusto e non dovrà essere una OGM (cioè un organismo geneticamente modificato); si preferiscono proteine derivanti dalle piante, che siano facilmente impiegabili nei processi di produzione di bevande e snack. L’azienda, poi, elenca dei “desiderata” sulla nuova proteina: avranno prelazione quelle con un nome “facile da pronunciare”, che non rimandi a componenti chimiche, e che possa vantare una “storia di sostenibilità” alle spalle.

Un mercato in crescita

PepsiCo non è l’unica multinazionale che sta cominciando ad esplorare fonti di proteine alternative, fatte dalle piante. Anche la famosa Campbell Soup ha cominciato a vendere una serie di zuppe a base di latte vegetale ad alto contenuto di proteine. E d’altronde le startup che stanno sperimentando in questo settore sono oramai moltissime: alcune erano presenti in questi giorni al Summit dell’Innovazione nel Food Seeds&Chips. Impossible Burger, l’azienda che è nata per produrre hamburger vegetali dal sapore simile a quello della carne bovina, ha recentemente annunciato che sta costruendo una fabbrica che le permetterà di produrre 450 mila chili di “Impossibile burger” al mese. Nel settore ci ha investito anche Tyson Foods, uno dei più grandi produttori di carne al mondo: lo scorso anno ha avviato un fondo di venture capital dedicato proprio alle startup che stanno sviluppando alternative alla carne.

@carlottabalena

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