Dalle recensioni al food delivery, l’accordo fra TripAdvisor e GrubHub

Il colosso delle recensioni stringe una partnership con la statunitense GrubHub: una mossa possibile anche con i principali player europei di consegna a domicilio?

Neanche TripAdvisor, la piattaforma più famosa del mondo per quello che riguarda le recensioni (sono oltre 500 milioni), resiste al fascino (e al richiamo) del food delivery. Lo fa non direttamente ma attraverso un’interessante partnership sottoscritta con GrubHub, una piattaforma statunitense di consegne a domicilio con quartier generale a Chicago che vanta oltre 50mila ristoranti in più di mille città.

La strategia di fondo

La mossa, vista dal nostro punto di osservazione, non riguarda tanto GrubHub quanto la possibile strategia di fondo che, di Paese in Paese e di mercato in mercato, TripAdvisor potrebbe decidere di mettere in campo per infilarsi anche nel mondo del food delivery. Come noto, infatti, l’universo del cibo non è affatto lontano dagli interessi del colosso fondato da Stephen Kaufer ormai 17 anni fa. Non solo perché i ristoranti sono in assoluto i luoghi più commentati e giudicati dalla community, ma anche per la presenza nel settore con The Fork, l’app per la prenotazione dei tavoli nei locali attiva e con successo anche in Italia.

L’app GrubHub

L’accordo

A iniziare da ieri, dunque TripAdvisor integrerà la rete dei ristoranti di GrubHub (che lavora anche con altri brand come AllMenus e Delivered Dish) sulla sua piattaforma: se l’utente visualizzerà il bottone “Order online” potrà procedere e sarà reindirizzato al sito per effettuare l’ordinazione a domicilio. Esattamente secondo la stessa logica applicata per portare traffico su The Fork: oltre a leggere le recensioni o analizzare le immagini si può infatti prenotare un tavolo in pochi passi. Un’opzione molto utile anche e soprattutto per chi è in viaggio di lavoro o in vacanza, non ha voglia di uscire dall’albergo o dall’ufficio. Rimane da capire se TripAdvisor deciderà di allargare una simile partnership, con piattaforme diverse come JustEat o Deliveroo, anche fuori dagli Stati Uniti.

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