Simone Cosimi

Simone Cosimi

Mag 3, 2017, 12:41pm

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Mag 3, 2017, 12:41pm

60 mila imprese e 570 mila appassionati: il fenomeno street food spiegato

Come cresce la ristorazione ambulante e perché intorno ad essa sta nascendo una nuova generazione di imprenditori. A Roma intanto arriva Gnam, il festival europeo del cibo di strada

La ristorazione ambulante (quella che chiamiamo popolarmente street food) vive un periodo di crescita costante. Ormai pluriennale. Secondo la CIA, una delle associazioni degli agricoltori italiani, l’anno scorso il tasso di crescita è stato del 12% sul 2015. Le imprese impegnate nella preparazione di cibi da consumare nei mercati o tramite mezzi attrezzati sono ormai 2.271. L’anno precedente erano state 2.017.

60 mila attività, 570 mila estimatori

In generale, invece, cioè allargando lo sguardo alla gastronomia di strada ma praticata anche negli esercizi tradizionali, il numero cresce vertiginosamente toccando le 60mila attività, +15% annuo. A servirsi di queste offerte sono 570mila utenti per una quantità di ragioni: dalla praticità, che piace molto ai giovani, alle mode e alle tendenze.

Imprenditori “nuovi”

Secondo l’analisi anche il genere di imprenditori che decide di lanciarsi in imprese simili è piuttosto nuovo. Persone che, nel corso della crisi economica, hanno trasformato la passione per la cucina in una risorsa e, alla fine, in un inedito lavoro. Oppure hanno portato “per strada” prodotti già noti nel territorio. Una filiera che, oltre al cibo, ha rinnovato un po’ tutti gli elementi della vendita: dal packaging alle politiche di prezzo fino alle soluzioni per coinvolgere i consumatori.

Il festival europeo del cibo di strada

Nei prossimi giorni Roma sarà protagonista del fenomeno con Gnam, il festival europeo del cibo di strada in programma dall’11 al 14 maggio in viale Oceania, al laghetto dell’Eur. L’obiettivo è proprio valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali ed etnici. Dalle arancine siciliane alle bombette di capocollo pugliesi fino alle specialità campane passando per gli arrosticini abruzzesi o l’hamburger di chianina toscano fino all’isola internazionale che ospiterà una churrascaria brasiliana, specialità messicane come tacos e burritos, dalla Spagna paella e tapas e infine specialità greche, la moussaka e il gyros pita, ottimo il giapponese tradizionale con un ramen proverbiale e altre specialità fuori dal comune.