Trasmettere una limonata via internet ora si può: stesso gusto e colore, il cocktail è servito online

Un gruppo di ricercatori di Singapore riesce a trasmettere una limonata via internet, replicando alcune proprietà grazie a uno speciale bicchiere. Ora si punta all’olfatto

La limonata sarà presto virtuale. Così come, nelle intenzioni di alcuni ricercatori dell’università di Singapore, tutte le altre bevande e cocktail. Chissà, magari bisognerà pure inventarsi un nuovo genere di “diritti da trasmissione del gusto” e proteggere i drink più noti da inedite forme di contrabbando digitale.

L’esperimento

La notizia è infatti che un team di scienziati diretto da Nimesha Ranasinghe è riuscito a trasmettere, per così dire, una limonata via internet. Utilizzando un sensore Rgb e uno di pH, ha catturato colore e acidità di una limonata appena spremuta. In seguito queste informazioni sono state trasmesse a uno speciale tumbler, insomma uno di quei grossi bicchieri svasati usati per la preparazione dei cocktail, ovviamente posto in un’altra stanza. Il bicchiere era riempito solo con acqua: un elettrodo intorno al bordo ha in qualche modo replicato o indotto l’asprezza della limonata stimolando le papille gustative dei volontari con una pulsazione elettrica. I led hanno nel frattempo riprodotto il colore della bevanda. L’esperimento è stato ripetuto su 13 persone con una varietà di limonate reali e virtuali (gialle, verdi e bianco sporco) alle quali è stato poi chiesto un giudizio preciso delle pseudobevande o, per meglio dire, bevande virtuali.

Il risultato

Il risultato? In media le persone hanno confermato come le limonate reali siano ben più aspre di quelle virtuali. Tuttavia un effetto in termini di percezione c’è stato, eccome. Tanto da spingere i ricercatori a puntare ai cocktail e a voler sviluppare per il futuro a sistemi di riproduzione dell’odore, che renderanno l’esperienza più completa.

Road to #SIOS17 | Musement: ecco come tre italiani hanno ripensato al modo di fare vacanza

Tre amici e un’intuizione geniale: storia della startup italiana che ripensa le esperienze di viaggio. In attesa del nuovo StartupItalia! Open Summit di dicembre 2017 intervista a Claudio Bellinzona di Musement, una delle dieci startup finaliste dell’ultimo SIOS

Brandless, il supermercato digitale senza marchi (dove costa tutto 3 dollari)

L’obiettivo è democratizzare l’accesso a prodotti di livello proponendo un prezzo corretto e sostenibile, dicono i fondatori. Al posto di loghi e marchi le principali caratteristiche dei prodotti. E presto arriveranno nuove linee, sempre a prezzo fisso e “no brand”

Android 8.0, nome in codice: Oreo

Rispettata la tradizione dei dolcetti anche nella nuova release del sistema operativo mobile di Google. Che porta in dote novità per velocità e sicurezza

Zooppa lancia il primo contest per video VR a 360°. Ecco come partecipare

C’è tempo fino al 16 ottobre, saranno selezionati i migliori video promozionali o di storytelling girati con tecnologia 360° e della durata massima di 120 secondi
Garmin è partner tecnologico dell’iniziativa e mette in palio 5 Camere VIRB 360

DevSecOps: lo sviluppo software agile attento alla sicurezza

Sviluppatori, esperti di sicurezza, reparto IT: tutti devono collaborare per creare software davvero sicuro. Un concetto che si concretizza nel DevSecOps, un modo moderno e veloce per arrivare dall’idea alla produzione senza correre rischi