Tre startup a Londra con iStarter ed Ersel. Cimminelli: «Nel 2017 più qualità e investimenti»

Appuntamento a Londra per tre progetti italiani di Food Tech: My Eatness, Fanceat e Remeo. Il punto e le prospettive per l’anno in corso con il Managing Director dell’acceleratore italiano basato a Londra

iStarter, acceleratore italiano basato a Londra, scommette sull’innovazione del Made in Italy e, in collaborazione con Ersel, società di gestione di patrimoni, ha organizzato una serie di incontri a tema per a presentare alcune startup di successo a investitori e partner. Il focus del meeting in programma il 26 gennaio è dedicato al FoodTech, con la possibilità per i possibili investitori di conoscere tre startup: My EatnessFanceat e Remeo. Non solo. Il meeting è l’occasione per aprire una finestra sui tre progetti ma anche sulle prospettive di crescita dell’ecosistema. «Negli ultimi anni – ha spiegato Simone Cimminelli, Managing Director di iStarter – è cresciuto il numero di iniziative e anche la qualità. In particolare, iniziano ad esserci imprenditori al secondo o terzo progetto imprenditoriale, sono imprenditori che hanno collezionato i primi fallimenti, fatto tesoro delle lezioni apprese e sono sul mercato con nuovi progetti di maggiore qualità.

Il 2017 vedrà una crescita sostanziale degli investimenti guidata dagli angels Italiani e da fondi istituzionali internazionali».

Cimminelli ha sottolineato anche: «Le startup per essere attrattive devono avere il giusto mix di idea, team capace di far succedere le cose e attrattività del segmento di mercato in cui operano. Gli investimenti di seed sono scommesse sulla capacità dell’imprenditore e del suo team di realizzare la visione».

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Da sinistra Martina Ursini, founder di My Eatness, Tommaso Cremonini di Fanceat, Jacopo Cordero Di Vonzo, founder di Remeo

Tre startup a Londra

My Eatness

My Eatness è una startup italiana che produce cibi nutraceutici e salutistici. La sua mission è offrire uno stile di vita naturale e sano: tutti i prodotti infatti vengono realizzati con attenzione all’ambiente, con materie prime selezionate e con il desiderio di proporre esclusivamente prodotti ad alto profilo gastronomico. Il primo prodotto innovativo realizzato dalla società fondata da Martina Ursini, è stato un olio extravergine di oliva nutraceutico certificato in Italia, ricco di proprietà antiossidanti. Il secondo prodotto: una passata di pomodoro con una presenza straordinaria di componenti naturali. My Eatness distribuisce i suoi prodotti in tutta Italia e continua ad investire in Ricerca&Sviluppo con il supporto di Ricercatori, Chef, Nutrizionisti ed esperti di prodotti conservati.
La storia di Martina Ursini la raccontiamo così. La sua famiglia ha un’azienda alimentare che produce olio extravergine di oliva e specialità gastronomiche, tutte indirizzate al mercato di alto livello, così Martina cresce tra aromi e sapori genuini che la richiameranno per tutto il suo percorso formativo e lavorativo. Dopo una laurea semplice in Comunicazione d’impresa, si specializza in Marketing all’Università di Parma e contemporaneamente ricerca un’esperienza di lavoro in una realtà strutturata che possa insegnarle il più possibile: al Carrefour, ricoprendo diversi ruoli, trova quello che stava cercando. Lascia questo ambiente, che le ha trasmesso spirito di aggregazione e di condivisione, per contribuire alla crescita dell’azienda di famiglia e per studiare e seguire lo sviluppo del progetto, che ora è chiamato, My Eatness.

Fanceat

Fanceat è una startup che si propone di risolvere il problema del mangiar male, alleviando le sofferenze di tanti professionisti e lavoratori fuori sede. Spesso capita di tornare tardi a casa dal lavoro, stanchi, con poco tempo da dedicare alle proprie passioni, e trovare il frigo vuoto. Nonostante la voglia di variare la propria alimentazione e la crescente propensione alla cucina, si ripropone costantemente lo stesso menù per mancanza di tempo, voglia, capacità o difficoltà di reperire ingredienti di qualità. Fanceat con il suo Box di ricette italiane e ingredienti di alta qualità pronte per essere realizzate da tutti in pochi minuti.
«Fanceat è diventato in pochi anni il primo brand a esportare lo stile di vita italiano – ha dichiarato Tommaso Cremonini, CEO e co-founder del progetto – Fanceat non vuole vendere semplicemente degli ottimi ingredienti ma vuole vendere un’esperienza on line, uno stile di vita e uno status symbol». Attraverso lo storytelling, le foto/video ricette annesse al box di ingredienti esclusivi che ti arriva a casa, con un booklet che racconta dei prodotti e l’inserimento di attrezzi da cucina, Fanceat ci accompagna nella creazione di un menù italiano che è portatore di tutti i valori dell’azienda e del Bel Paese.

Chi è Tommaso Cremonini? Tommaso ha collaborato con l’associazione Oxfam Italia dove si è occupato della gestione di un team di otto ragazzi responsabili della raccolta fondi per il progetto “Coltiva”. Ha ricoperto il ruolo di Junior Product Manager presso la multinazionale farmaceutica Astrazeneca, occupandosi di brand planning relativamente al lancio di un nuovo prodotto sul mercato italiano ed estero. Oggi si occupa del progetto Fanceat.

Remeo

Remeo è una startup di gelati italiani. La sua mission è ritornare alle origini dell’autentica gelateria italiana. Dopo anni di esperimenti con l’aiuto di numerosi ‘Mastri Gelatieri”, Remeo ha creato un unico processo di “mantecazione”. Questo, combinato con i vasetti accuratamente progettati (risultato di 18 mesi di collaborazione con un artigiano veneto, con Marta S., ex senior designer della casa di moda Etro e con un team di ingegneri) ha permesso a Remeo di riuscire a creare e fornire direttamente in casa, la vera esperienza “Gelato”.
Jacopo Cordero Di Vonzo, founder di Remeo, ha lasciato il suo lavoro di broker a Londra per coronare un sogno: offrire agli inglesi gelato italiano di qualità. L’azienda è nata nel 2014. Jacopo e il suo progetto hanno mosso i primi timidi passi partendo dall’Inghilterra. Tra i clienti di Remeo c’è anche Partridges, una catena famosa perché frequentata niente meno che dalla regina Elisabetta. Come spiega Jacopo, per conquistare il mercato britannico Remeo ha puntato soprattutto su due fattori: un packaging intrigante e una ricetta semplice, basata su prodotti naturali. Dopo un primo anno di rodaggio, l’azienda torino-londinese ha cominciato a fare sul serio ed è approdata in grande stile anche in Italia.

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