Storia del fast food e di un brand che ha rivoluzionato il nostro modo di mangiare, McDonald’s

Così, 70 anni fa, due fratelli americani hanno portato la catena di montaggio nella cucina di un ristorante, costringendo tutti gli altri ad adeguarsi. E oggi coi Big Mac si misura anche quanto valgono i soldi nel mondo

“Il McDonald sarà la nuova chiesa americana ma non sarà aperto solo la domenica”. Chi di voi in questi giorni andrà al cinema a vedere il nuovo film “The Founder”, dedicato al manager che ha creato il franchising dei ristoranti McDonald’s sentirà questa frase. E non avrà problemi a sottoscriverla: se dici McDonald’s, oggi, dici America. E dici anche fast food. La ragione dell’incredibile successo del McDonald’s, che ha permesso alla catena di espandersi a macchia d’olio in tutto il mondo arrivando a contare oltre 36 mila punti vendita, è stata un’intuizione di due fratelli che ha rivoluzionato per sempre il nostro modo di consumare pasti fuori casa.

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La catena di montaggio arriva in cucina

L’idea è quella dello Speedee Service System, cioè del sistema di servizio veloce. In una specie di trasposizione culinaria dell’idea fordiana della catena di montaggio, i fratelli Richard e Maurice McDonald avevano intuito che le persone talvolta non avevano tempo o voglia di aspettare mezz’ora per avere un pasto caldo. Che, se fossero riusciti a trovare il modo di servire hamburger fumanti in pochissimi minuti, avrebbero creato non solo un nuovo modello di vendita ma anche una filosofia diversa dello street food. Era il 1948, e in quel momento avevano intuito una caratteristica essenziale della modernità, e del futuro: l’immediatezza.

Perché storia di McDonald’s è la storia del fast food

Oggi tutti associano il brand McDonald’s all’idea di fast food. In realtà il primo ristorante che si può ricondurre al tipico fast food americano fu un altro: White Castle, fondato nel 1921 a Wichita, in Kansas. Si deve a White Castle il cambiamento di percezione delle persone nei confronti degli hamburger, fino a quel momento venduti nelle fiere. Con i suoi castelli bianchi riconoscibili anche da lontano, White Castle creò la prima catena di ristoranti di hamburger. Ma White Castle non aveva – all’inizio – il sistema di servizio veloce che invece McDonald’s rese la sua caratteristica principale. Le persone arrivavano, e in pochi minuti avevano il loro panino. Questo modello fu poi copiato da tutti gli altri: Burger King e Taco Bell apparvero negli anni Cinquanta, Wendy’s, un’altra diffusissima catena americana, aprì nel 1969. Alcune catene di ristoranti che esistevano prima di McDonald’s, come Carl’s Jr., KFC e Jack in the Box, dopo l’introduzione del sistema del servizio veloce modificarono i loro processi di cottura per adeguarsi alla nuova richiesta della clientela e all’emergente pericoloso concorrente.

mcdonalds-ristorante

Come cucinare (e mangiare) un panino in 5 minuti

Per offrire un panino in pochi minuti i fratelli McDonald ripensarono totalmente il design della cucina e il processo di produzione. Invece di avere diverse “postazioni” e molti strumenti per preparare tutti i diversi tipi di cibi, il nuovo sistema conta di una grande piastra dove una sola persona cuoce moltissimi hamburger contemporaneamente. Una volta che la carne è pronta si passa al “dressing”, cioè all’aggiunta di insalata, pomodori, salse. Nella stazione “dressing” una persona aggiunge lo stesso ingrediente a tanti panini. Stessa cosa per le patatine fritte: una grande friggitrice e un solo operatore che si occupa solo di quello. Le bibite sgorgavano da un rubinetto sempre disponibile.

All’inizio il menù non era molto vario: tutt’oggi nei fast food si trova una scelta relativamente limitata. La rivoluzione del cibo veloce, infatti consisteva nel passare da una cucina che offriva molti cibi con tempi di cottura molto lunghi, a un ristorante che ti dava pochi elementi, ma a tempo record. Questo sistema verrà poi ripreso in altri fast food, cambiando magari la tipologia di cibo (tacos o pollo fritto) ma sempre con la stessa logica, e con un packaging che fa arrivare ogni elemento confezionato singolarmente o al massimo assemblato in un “menu box” solo all’arrivo in cassa. Potrete andare in America o in Asia, a Londra come a Lecce, ma il vostro panino avrà sempre lo stesso sapore. Perché? Si chiama produzione di massa, riassumibile in pochi punti. Primo: la carne è surgelata. Ai cibi vengono aggiunti aromi naturali o artificiale che garantiscono lo stesso sapore dall’Alaska all’Europa. Secondo: le macchine presenti nei ristoranti McDonald’s garantiscono lo stesso tempo e modo di cottura. Infine gli operatori: vengono sottoposti a un corso dove apprendono istruzioni per cucinare, condire e impacchettare il cibo.

Qlobal Quality Packaging Photography

La globalizzazione (e il Big Mac Index)

Per capire la portata di diffusione di McDonald’s si possono guardare i numeri (68 milioni di clienti in 119 paesi, con circa 36.615 punti vendita) oppure pensare semplicemente che l’Economist ha creato un indice per capire il valore delle valute intorno al globo, basandosi sul costo di un Big Mac in un McDonald’s, il Big Mac Index.

Se il sapore resta lo stesso ovunque, il prezzo, invece, cambia a seconda del potere di acquisto della moneta. A Oslo un Big Mac Menù vi costa il doppio rispetto che a Roma, per intenderci. Questa penetrazione nel mercato, tuttavia non è stata facile. Da una parte perché molti paesi vedono McDonald’s come un simbolo americano, e come tale lo rigettavano (l’ultima vicenda di proteste contro McDonald’s ha riguardato il ristorante che è sorto a Borgo Pio in Vaticano, a due passi da San Pietro). Dall’altro perché in molti paesi le persone hanno sollevato polemiche sulla dubbia salubrità dei cibi da fast food.

Nonostante la globalizzazione e il Big Mac Index, tuttavia, McDonald’s ha dovuto anche adeguarsi ai gusti locali e ogni Paese ha le sue particolarità. Per esempio, in Francia il panino più venduto dopo il Big Mac è Le Royal Deluxe, un hamburger con mostarda. In Asia si serve un Big Mac Roll con gamberi fritti, mentre in India non troverete alcun tipo di carne bovina (le mucche sono sacre) ma piuttosto hamburger veggie conditi con riso e fagioli. In Brasile, infine, per dessert al posto del muffin potete trovare la torta di banane cotte.

@carlottabalena

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