Pachon (Kiwi Campus): «La nostra piattaforma per il cibo nelle università»

La startup colombiana accelerata a StartupBootCamp Foodtech ha sviluppato una piattaforma di food delivery per i campus universitari. Obiettivo? Scalare negli States e in Europa e chiudere il primo round di investimento

Connettere gli studenti e sviluppare una piattaforma di food delivery dedicata espressamente ai campus universitari. Dove si possono fare ordinazioni su una mobile app e un altro studente (il Kiwer) sarà pronto a ritirare il cibo. In meno di 25 minuti. E’ questa l’idea su cu lavora il team di Kiwi Campus, startup colombiana nata a Bogotà a febbraio 2016 con il sostegno di Start-Up Chile, e al momento a Roma, accelerata a StartupBootCamp Foodtech, prima struttura verticale nata per sostenere le startup del foodtech. «Kiwi Campus, l’unica piattaforma di delivery che abbiamo preso in considerazione. E’ una startup colombiana che ha sviluppato un modello estremamente performante di delivery nei campus universitari con operations già in 6 campus del Sud America e uno in Usa, nientemeno che Uc Berkeley, a due passi dalla Silicon Valley» come ha spiegato QUI a StartupItalia! Peter Kruger, ceo e founder di StartupBootCamp FoodTech. Il team è composto da Felipe Chávez (ceo), Jason Oviedo (cto) e da Sergio Pachon, coo. Sergio ci ha raccontato com’è nata l’idea di Kiwi Campus e i progetti per il futuro.

Kiwi Campus

Kiwi Campus – il team

Sergio, perché avete scelto le università?
«I campus spesso sono grandi e chiusi. Alcuni delle attuali applicazioni on demand non funzionano bene: sono un servizio costoso. Inoltre abbiamo visto che le offerta che si possono trovare in giro per le università non sono buone, si tratta solo di fast food con hamburguer, pizza, hot dog».

I vostri punti di forza
«Abbiamo pensato prima di tutto a sviluppare una piattaforma focalizzata su un ambiente per studenti, con l’obiettivo di migliorare la loro vita: cibo di qualità e la possibilità di avere qualche soldo in più. Un servizio on demand conveniente e utile per gli studenti, che contribuiscono così a creare anche un nuovo canale di vendita per i ristoranti e piccole imprese all’interno delle università».

Parliamo del team
«Io e Felipe ci siamo incontrati a Londra nel 2010. Abbiamo lavorato insieme per più di 4 anni. Questo non è il nostro primo progetto insieme. I valori principali di Kiwi sono: il rispetto e l’aiuto reciproco».

Prima di Kiwi Campus, avete lavorato ad altri progetti?
«4 anni di esperienza nel settore on-demand con la nostra ultima azienda Lulo.com.co».

I primi mesi di accelerazione a Startupbootcamp FoodTech
«Siamo orgogliosi di essere stati selezionati per Startupbootcamp FoodTech. Ci ha dato la possibilità di imparare ad essere più organizzati e a pensare più a livello globale. I prossimi passi? Scalare negli States e in Europa, a partire dall’Italia. E chiudere il primo round di investimento».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Exit per Tilt, l’app di social payment comprata da Airbnb per 12 milioni

Airbnb ha versato 12 milioni in cash nelle casse startup che facilita lo scambio di soldi tra persone via mobile, ma tra decine in bonus per i fonunders e scambi di quote l’ammontare totale dell’operazione ammonterebbe a 60 milioni

«Amazon dominerà presto il fintech», dice un boss di Andreessen Horowitz

Secondo Alex Rampell, general partner della società di venture capital Usa che è tra i maggiori investitori (tra gli altri) di Facebook, Amazon (con già 23 milioni di utenti che usano la sua piattaforma di pagamento) ha una strategia precisa per dominare presto il fintech

Disney ha acquisito MakieLab, la startup della prima bambola stampata in 3D

MakieLab dal 2012 produce giocattoli con la fabbricazione digitale. La famosa casa di intrattenimento per bambini l’aveva già accolta nel suo programma di accelerazione nel 2015 e ora ne assorbirà tecnologia e piattaforma

Perché per un mese, ogni martedì, siamo usciti dalla nostra redazione (e non finisce qui)

Siamo bravi con le parole, ma ci piace di più fare: così è nato un format di networking “leggero” e anche un po’ “carbonaro”. Le quattro colazioni The Next Tech a Milano con le startup sono state utili? Chiedete pure feedback a chi c’era