La Brexit fa paura alle aziende alimentari inglesi. McDonald invece si sposta a Londra

Trenta realtà economiche inglesi (aziende e Federazioni) hanno scritto una lettera al governo e lanciano un allarme sul rialzo dei prezzi. Intanto la catena di Fast Food trasferisce dal Lussemburgo la sua sede legale

Brexit, fuga dei lavoratori europei, aumento dei prezzi dei generi alimentari. In Inghilterra se non è allarme poco ci manca. A lanciarlo sono catene di supermarket, industrie britanniche dell’alimentare e delle bevande, la Federazione del Cibo e delle Bevande. Trenta realtà economiche hanno scritto una lettera al governo, pubblicata sulle pagine del Guardian. I prezzi dei generi alimentari sono destinati a salire, se continuerà la fuga dei lavoratori europei dal Paese e il governo non li rassicurerà che potranno lavorare nel Paese anche dopo l’uscita dall’Unione. E non è il primo allarme sollevato dal settore. Lo stesso giorno, McDonald annuncia di aver deciso di trasferire dal Lussemburgo a Londra la sede legale per le proprie attività al di fuori degli Stati Uniti. Strategie fiscali?

Fish and Chips

Il Governo inglese assicuri i lavoratori Ue

“I lavoratori dell’Unione europea, alcuni dei quali hanno già lasciato la Gran Bretagna – scrivono le trenta realtà – svolgono un ruolo importante nella produzione di cibo e bevande a prezzi contenuti e di alta qualità”. Per questa ragione il governo inglese “deve assicurare che i cittadini europei lavorino nel Paese anche dopo la Brexit”. In caso contrario, le conseguenze economiche per il settore agroalimentare britannica, che dà lavoro a 4 milioni di persone, saranno molto negative a causa della carenza di manodopera. Le preoccupazioni del settore non sono infondate se si pensa che le agenzie del lavoro hanno recentemente denunciato che l’industria alimentare britannica si troverà ad affrontare la peggiore condizione di carenza di manodopera per almeno 12 anni.

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5500 ristoranti a rischio

La lettera dei trenta, viene dopo quella di Justin King, l’ex capo di Sainsbury (catena di supermercati), che ha detto che i prezzi dei supermercati sarebbero aumentati del 5% nel corso dell’anno a causa del calo del valore della sterlina. Gli agricoltori poi avevano lanciato un avvertimento simile nei giorni successivi al referendum, sostenendo che il rischio che correvano 5.500 ristoranti nei prossimi tre anni a causa di pressioni inflazionistiche e stagnazione del reddito disponibile.

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