Coca-Cola apre un impianto con bottiglie riciclate nella Striscia di Gaza

La multinazionale di Atlanta impiegherà 20 milioni di dollari nella nuova struttura. L’impianto creerà 120 posti di lavoro, con la possibilità che arrivino fino a 270

Un nuovo impianto di imbottigliamento da 20 milioni di dollari nel mezzo della striscia di Gaza. Lo ha aperto Coca-Cola. Un’iniziativa descritta dalla BBC come un simbolo di speranza e come il «primo significativo passo verso lo sviluppo economico del territorio, da decenni». Gaza, che occupa una striscia di terra sempre più piccola, tra Egitto e Israele, ha già tre impianti di imbottigliamento. Però, tutti usano bottiglie di plastica e lattine di alluminio, che richiedono il movimento dei materiali attraverso il confine. E Israele è fermamente intenzionato a far rispettare gli stretti controlli sul commercio. Ebbene, il nuovo impianto prevede di superare questi problemi, utilizzando bottiglie di vetro riciclabili. L’impianto creerà 120 posti di lavoro, con la possibilità che arrivino fino a 270.

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credits elmundo.es

 

In tutto il mondo (tranne Cuba e Corea del Nord)

Coca-Cola è presente in Palestina da 18 anni. Come in altri suoi territori, Coca-Cola opera in collaborazione con un partner locale, in questo caso con Beverage Co., che si occupa della costruzione di impianti, mentre Coca-Cola si occupa di vendita e marketing. Ci sono solo due paesi al mondo in cui la Coca-Cola non ha una presenza: Cuba e Corea del Nord. Tuttavia, con la scomparsa di Fidel Castro, potrebbe aprirsi il mercato e la possibilità di nuovi impianti.

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