Ecco i 10 posti in cui mangiare a Roma che hanno fatto innamorare Eater

Non c'è solo la cacio e pepe o la pajata: Roma si rinnova e aggiunge alla tradizione sapori nuovi. Dai ramen allo street food, ecco i locali da non perdere.

Roma è da sempre considerata la capitale della tradizione, una città poco modaiola in cui – al contrario di Milano – non si inseguono trend alimentari, ma si tollerano. La capitale è il regno della carbonara, della pajata, della coda alla vaccinara e, se lo chiedete ai tassisti o ai passanti, vi diranno che a Roma si mangia bene ovunque. Entrambe le teorie sono sbagliate. Katie Parla, inviata di Eater, monitora la nostra capitale in cerca di guizzi e novità e, a quanto pare, non solo di coda vive Roma. Si va dal fusion messicano (come nel caso di Agaveria La Punta) al Ramen Bar Akira, per sedersi ai tranquilli tavoli di Retrobottega, un ristorante che placherà la vostra voglia di pasta. Ecco i 10 ristoranti da non farsi scappare.

Secondo Tradizione1. Secondo Tradizione (Via Rialto, 39, 00136 Roma).

A due passi dai musei vaticani ha aperto i battenti il ristorante pensato e approvvigionato da La Tradizione, un’antica e rinomata salumeria romana. Il cibo offerto è semplice, pensato per offrire ai clienti i veri sapori italiani. Ecco dunque servita una fumante cacio e pepe, un risotto al Castelmagno, paccheri zucca e guanciale, nonché una selezione di salumi e formaggi. Secondo Tradizione collaborerà con lo chef Anthony Genovese, che dà lustro ai fornelli de Il Pagliaccio: lo scopo è studiare un menu che esalti il vero comfort food romano.

Romeo, Cups, Frigo2. Romeo, Cups e Frigo (via Galvani/via Alessandro Volta, Roma).

Alta cucina e street food si sintetizzano in queste tre idee firmate Cristina Bowerman. La chef stellata che ha dato lustro a Glass Hostaria, mette la sua maestria nel banco aperto al Mercato Testaccio. Qui si possono gustare i manicaretti e la panetteria proposta da Romeo, i primi e secondi piatti a portar via nella formula Cups (piccole coppette di gelato ricolme di polpette o pollo), nonché il gelato che i romani hanno imparato ad amare grazie all’ice cream truck Frigo.

Trapizzino3. Trapizzino (Via Giovanni Branca 88 e Piazzale Ponte Milvio 13, Roma).

Il trapizzino, crasi fra pizza e tramezzino, viene celebrata ogni giorno a Testaggio e a Ponte Milvio. L’invenzione del pizzaiolo Stefano Callegari unisce i due cavalli di battaglia del fast food romano dal 2009, offrendo questi coni ripieni di pollo e peperoni, trippa e pomodoro, burrata e verdura a soli 3,50 euro. Un piatto che è la prova stessa dell’esistenza di Dio.

Retrobottega4. Retrobottega (Via della Stelletta 4, Roma).

Fermatevi a due passi dal Parlamento per gustare piatti veloci ma curati in ogni minimo dettaglio. Nonostante la prestigiosa location, mangiare da Retrobottega non vi manderà sul lastrico. Che scegliate la tartarre o spaghetti aglio, olio e peperoncino, appagherete il palato con raffinatezza.

Roscioli 5. Roscioli caffé e pasticceria (Piazza Benedetto Cairoli, 16, Roma).

Roscioli a Roma è una vera istituzione. Il suo impero del cibo gourmet seduce i romani da decenni. Con questo nuovo punto vendita, continua la sua espansione nel centro storico della città, aggiungendo alla sua gastronomia anche bevande a base di caffé e un ricco menu di spuntini, selezione di formaggi e piatti a base di carne. Potrete dissetarvi con vino e cocktail.

Agaveria6. Agaveria La Punta (Via di Santa Cecilia 8, Roma).

Gli habitué dell’aperitivo a Roma conoscono bene (e alcuni lo rifuggono) il celebre Freni e Frizioni. I suoi creatori hanno deciso di imprimere una svolta alla propria attività, inaugurando un nuovo locale, sempre a Trastevere, in cui proporre una cucina d’ispirazione messicana. Ecco apparire sul menu dunque tapas, tostadas e una specialissima tartare marinata al mezcal. Questa bevanda insieme alla tequila sono alla base di molti dei cocktail proposti in questo locale.

Taverna Volpetti7. Taverna Volpetti (Via Alessandro Volta 8, Roma).

I Volpetti sono noti per la loro gastronomia che dà lustro da anni al quartiere testaggio. L’anno scorso il loro nome è diventato un brand, acquistato da Matteo Tomljanovich e Lorenzo Respighi. Obiettivo: espandere e diffondere l’esperienza offerta da questa attività a nuovi clienti. Ecco dunque la filosofia alla base del wine restaurant aperto nei locali che ospitavano la caffetteria Volpetti. La Taverna serve un pranzo a buffet in aggiunta a piatti del giorno espressi. La sera il locale cambia pelle e si trasforma in un luogo per aperitivo e cena. Il menu è attualmente limitato, ma segue le stagioni.

Ramen Akira Bar8. Ramen Bar Akira (Via Ostiense 73/F, Roma).

Benché la città sia piena di ristoranti giapponesi in formula “all you can eat”, anche nella capitale apre il primo ramen bar. La specialità di Akira sono gli iekei ramen, un piatto tipico di Yokohama. Carne di maiale e brodo viscoso, servito con noddle, nori e spinaci completano la ciotola di fumanti spaghetti. Ingannate l’attesa con antipasti fritti come il gyoza, pollo e tofu. Sulla lista dei sake devono ancora lavorare, ma il progetto promette bene.

Sbanco9. Sbanco (via Siria 1, Roma).

Stefano Callegari ha scelto il quartiere Appio-Latino per sperimentare il suo nuovo concept store a base, ovviamente, di pizza. Accanto alla pizza – rigorosamente napoletana – la partnership con il birrificio artigianale Ducato garantisce un’esperienza autentica. Completate la cena con un bel supplì.

Mordi e Fuggi 2.010. Mordi e vai 2.0 (Via Appia Nuova 221, Roma).

Il team di Mara Cipriani e Sergio Esposito mette la testa fuori dal Mercato Testaccio e si cimentano con un nuovo punto vendita specializzato però in grandi classici: panini con frattaglie e piatti di carne, tutto rigorosamente eseguito secondo il ricettario di famiglia. Non perdetevi il Picchiapò, piatto tipico della tradizione romana a base di carne al sugo. Consigliato per palati abituati al peperoncino.