Il Fatto Quotidiano investe nel food ed entra in Foodscovery

Anche l’Editoriale Il Fatto, società editrice del quotidiano, coinvolta dall’operazione con un investimento di 250mila euro. Obiettivo della piattaforma e-commerce: raggiungere i mercati esteri. In tutto 800mila euro dai nuovi soci

Editoriale Il Fatto, la società editrice del Fatto Quotidiano, investe nel food delivery. Lo fa mettendo sul piatto 250mila euro, corrispondenti a una quota del 7% di Foodscovery e riservandosi la facoltà di salire fino al 12% in base al raggiungimento di specifici target concordati e fino al 20% con un accordo di media for equity. Foodscovery è una piattaforma e un’applicazione che punta sulla gastronomia locale italiana, dalle pasticcerie ai caseifici, da traghettare nelle case degli italiani accorciando le distanze fra artigiano e consumatore. Sono infatti i commercianti a spedire direttamente gli ordini a casa.

Fabio Di Gioia e Mario Sorbo, fondatori di Foodscovery

La diversificazione del Fatto

La strategia sembra dunque essere quella di diversificare e integrare il business tradizionale e il piano industriale. Senza ovviamente perdere di vista i contenuti editoriali che rimangono il focus principale del gruppo nato nel 2009. Anzi, le nuove attività vivranno anche un’integrazione di tipo contenutistico (storie, caratteristiche e protagonisti) sul sito del Fatto QuotidianoFoodscovery, fondata nel 2014, è stata lanciata grazie a un investimento di 500mila euro da parte di Fi.r.a., la Finanziaria Regionale Abruzzese, che gestisce il Fondo Starthope, dedicato a investimenti in startup locali e che ha investito in due anni quasi 14 milioni di euro in 22 diverse società.

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Gli obiettivi

Gli obiettivi da raggiungere con questo round da 800mila euro sono consolidare il posizionamento in Italia con un nuovo sito e allargare il parco delle eccellenze gastronomiche in catalogo, già 1.500. Anche il team si amplierà con cinque nuove assunzioni che andranno ad aggiungersi ai 12 dipendenti. Entreranno in squadra designer, commerciali, business analyst, specialisti Sem e Seo. Poi si guarderà all’estero con un focus sul mercato britannico. “L’acquisizione delle quote in Foodscovery risponde a un piano industriale specifico che guarda al futuro e che nelle società editoriali di oggi deve obbligatoriamente puntare alla diversificazione – ha commentato Cinzia Monteverdi, amministratrice delegata di Editoriale il Fatto – al tempo stesso può essere però valorizzazione del tradizionale core business. Foodscovery rappresenta infatti un progetto di e-commerce nel food con un importante sviluppo di internazionalizzazione al quale si affiancherà anche un progetto di contenuti editoriali collegati”.

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Gli altri soci

Non solo l’Editoriale Il Fatto. Anche altri soggetti hanno partecipato alla sottoscrizione dell’aumento di capitale di Foodscovery. Anzitutto Digital magics, incubatore quotato in Borsa che detiene il 3% della società e potrà salire fino al 5,4%. Poi la stessa Fi.r.a. che ha investito 300mila euro e possiede il 29,6% della piattaforma. Sono della partita anche due importanti business angel: Claudio Di Zanni (2,6%) e Rosario Didonna (0,8%). Ai fondatori di Foodscovery, Fabio Di Gioia e Mario Sorbo, rimane il 41% delle quote. Fra i soci della startup c’è anche un altro gruppo editoriale, il colosso tedesco Axel Springer. Di Gioia, fondatore e Ceo di Foodscovery, punta invece sul futuro: “Siamo molto contenti di ciò che è stato fatto finora e ringraziamo tutti i nostri soci per il supporto fornito, che ci ha permesso di raggiungere risultati molto importanti – ha detto – questo nuovo aumento di capitale ci permetterà di continuare il processo di crescita e soprattutto di iniziare una fase di internazionalizzazione della piattaforma, cruciale per il posizionamento di Foodscovery come marketplace leader in Europa di specialità gastronomiche locali, spedite direttamente dai produttori stessi”.

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