A Milano apre una pizzeria che è davvero una startup, piaccia o no a Briatore. Thursday Pizza

L’idea di un ingegnere, Alessandro Castrucci, di fare una pizza a impatto zero e che eviti «l’effetto del giovedì». A Milano la prima pizzeria che è anche un po’ startup

Una pizza green, a tutti gli effetti. E un’idea di startup unica in Italia. Sono questi gli ingredienti di Thursday Pizza. Non una semplice pizzeria. Piuttosto, un progetto d’impresa nuovo: Alessandro Castrucci, giovane ingegnere meccanico, ha deciso infatti di rinnovare il modo in cui si prepara, consuma e acquista la pizza. E per farlo, ha puntato su ingredienti DOP, farine biologiche e un processo di produzione 100% sostenibile.

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Come evitare l’effetto giovedì

Immaginate di vedervi ogni mercoledì sera per una pizza con gli amici. E soprattutto, il giorno dopo, svegliarvi sempre con la cena sullo stomaco. Esattamente quello che è successo ad Alessandro per ben dieci anni di fila. “Abbiamo provato varie pizzerie ma il risveglio del giovedì era sempre una gara a chi stava peggio”, racconta. Così, per evitare l’effetto giovedì, ecco Thursday Pizza. L’idea è semplice quanto originale: “una pizza di qualità, 100% italiana, che si ricorda per il gusto e non per l’effetto del giorno seguente”. E per realizzare il suo business sostenibile, il ceo & founder di Thursday Pizza ha deciso che l’innovazione dovesse toccare non soltanto i prodotti, ma anche i processi di produzione.

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Una pizzeria a impatto zero

La sua infatti è la prima pizzeria italiana a impatto zero.

D’altra parte, secondo un recente studio pubblicato su Atmospheric Environment, la pizza – se cotta a legna – rientra tre le maggiori cause di inquinamento urbano. Una brutta tegola per noi italiani. Ma non per Alessandro Castrucci, che per fare la pizza ha deciso di utilizzare soltanto macchinari elettrici. E grazie al supporto di Consortium Energia, la sua giovane startup è in grado di prendere energia solo da fonti rinnovabili. Le posate e i piatti all’interno della pizzeria poi, sono fatti in materiale riciclabile. Ed anche la consegna a domicilio viene effettuata tramite bici e scooter elettrici. Il modello è innovativo. E chissà, forse scalabile. Ed è un po’ curioso considerare una pizzeria come una startup, a due anni dal monito di Flavio Briatore ai giovani della Bocconi: «Quale startup, aprite una pizzeria».

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Quanto a ingredienti poi, la linea aziendale è quella di utilizzare solo materie prime di alta qualità. “Abbiamo scelto di usare solo farine di semi integrali provenienti da agricoltura biologica, macinate a pietra, a cui aggiungiamo una piccola percentuale di soia”, racconta Alessandro. “Lasciamo lievitare l’impasto 48 ore, così da ottenere una pizza digeribile e leggera”. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla provenienza: si tratta infatti, solo di “prodotti Dop ed Igp, freschi, italiani e stagionali”.

Un albero per ogni pizza

Dopo un investimento iniziale di circa 100mila euro, l’obiettivo è espandersi, aprendo altri punti vendita in franchising. L’obiettivo finale è quello di fare di Thursday Pizza una Benefit Corporation. Grazie alla collaborazione con Eden Reforestation Projects infatti, già oggi per ogni pizza ordinata, viene piantato un albero in paesi come Madagascar, Etiopia e Tahiti. Siamo già oltre i quattrocento alberi. E le consegne sono appena iniziate.

@antcar83

5 Commenti a “A Milano apre una pizzeria che è davvero una startup, piaccia o no a Briatore. Thursday Pizza”

  1. Moscone Tze Tze

    L’energia elettrica. Il punto debole della fiaba. Non viene spiegato da dove la prende. Se è quella dell’Enel o Eni Edison ecc. produce Co2.
    Spiegate da dove arriva l’energia elettrica

    Rispondi
  2. Guido

    quanta fuffa my god! non c’è una sola fase del processo di produzione minimamente innovativa rispetto a quello che si fa da 70 anni almeno.

    Rispondi

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