Simone Cosimi

Simone Cosimi

Giu 15, 2016, 8:50am

Simone Cosimi

Simone Cosimi

Giu 15, 2016, 8:50am

Una startup ci farà mangiare di tutto senza mangiare nulla (grazie alla realtà virtuale)

Abbiamo intervistato Jinsoo An, designer del Project Nourished: set di realtà virtuale specializzato per la tavola

C’è un diffusore per aromi. Gli aromi del cibo, certo. Un visore per la realtà virtuale. Un altro dispositivo che si occupa di simulare vibrazioni e suoni della masticazione. Un bicchiere speciale dotato di sensori, come fosse la periferica di una console. Una superforchetta che ha lo stesso scopo e il cibo vero e proprio, una sorta di gelatina fatta di alghe e stampata in 3D.

Questo il set di Project Nourished, progetto di Realtà Virtuale che si propone di liberarci dai vincoli del cibo (calorie, grassi, quantità) consentendoci di replicare l’esperienza del nutrimento in una dimensione virtuale. In cui l’unico residuo di realtà, per così dire, è appunto quel “pretesto” alimentare, uno o più cubetti di agar agar, sostituto vegano della gelatina ricavato da vari tipi di alghe rosse.

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I gadget che compongono il kit di Project Nourished

Che cos’è Project Nourished

Con l’arrivo dei visori per la realtà virtuale sul mercato presto potrebbero aprirsi nuove sfide in termini di esperienza.

Al di là della visione e dell’orientamento, come fare a rendere davvero completa l’immersione in un gioco o in una ricostruzione? Project Nourished, che sfoggia anche degli obiettivi di tipo sanitario, per esempio nella rieducazione alimentare (nulla di nuovo, la realtà virtuale è sfruttata da anni per curare disturbi psicologici di ogni genere, dalle fobie a quelli appunto legati al cibo), è dunque da leggere in questo modo. Come un ambizioso tentativo di lanciarsi oltre i limiti quando ancora la piattaforma di base, cioè la realtà virtuale di cui tutti parlano in questi mesi, non ha conquistato la massa del pubblico.

Per vederci più chiaro, abbiamo intervistato il designer Jinsoo An del Kokiri Lab di Los Angeles, un autentico parco giochi dell’innovazione. È lui la mente che si nasconde dietro al progetto di alimentazione virtuale. Intorno al fondatore gira una trentina di ingegneri, food scientist, chef e designer che ha unito le proprie, diversissime competenze per trasformare la cucina nella “next big thing” della realtà virtuale. Si mangia davvero ma in fondo è tutta un’illusione. Che non fa male.

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Spiegaci in parole semplici che cos’è Project Nourished.
«Project Nourished è un’esperienza che ti consente di mangiare qualunque cosa tu desideri con o senza apporto calorico. Pensa per esempio di poter mangiare del cibo che in realtà non esiste, così da non doverti preoccupare delle conseguenze. Specialmente per le persone che hanno problemi alimentari. Oppure, si può utilizzare questa tecnologia in modo da incoraggiare il consumo di cibi più salutari».

Pensa di poter mangiare del cibo che in realtà non esiste, così da non doverti preoccupare delle conseguenze

Questa alimentazione in realtà virtuale può diventare uno standard del futuro o è dedicata solo a specifiche condizioni?
«Non credo che il VR eating rimpiazzerà il modo normale di mangiare. Piuttosto, siamo destinati a diversificare i nostri atteggiamenti attraverso un mix di esperienze. Ovviamente, questo prodotto potrebbe aiutare molte persone».

Gusto, olfatto, vista, udito, tatto: perché dovremmo rimpiazzare attraverso la realtà virtuale ciò che già funziona benissimo, cioè i sensi umani?
«Non li stiamo sostituendo in nessun modo. Solo, li inganniamo momentaneamente in modo da provare aspetti del cibo che sarebbe altrimenti difficile ottenere nella realtà, quella vera».

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Jinsoo An, designer del Project Nourished

Raccontaci qualcosa del lato nutrizionale dell’esperimento: come lo tutelate?
«Nel nostro prodotto l’aspetto nutritivo può essere aggiunto o del tutto rimosso. Siamo in grado di ottenere cibi deliziosi e nutrienti componendo e scomponendo composti chimici e materiali che producano specifiche esperienze».

Arte, salute, provocazione: qual è l’obiettivo di Project Nourished?
«Credo che il progetto sposi tutti questi cambi allo stesso tempo. Non che fosse per forza il nostro intento iniziale e specifico comporre questa mescolanza ma in fondo il cibo è parte integrante della cultura umana dall’inizio dei tempi».

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A che punto siete in termini di sviluppo? Quando potremo eventualmente vedere Project Nourished sul mercato?
«Abbiamo costruito diversi prototipi e stiamo continuando a sviluppare i singoli componenti del kit. Manca poco alla prova pubblica ma trascorrerà molto tempo prima di vedere i prodotti nei negozi».