Appetising, l’app che guiderà i turisti verso le specialità regionali

Con la geolocalizzazione di Appetising i turisti potranno trovare i prodotti enogastronomici tipici della zona. A breve campagna crowdfunding su Eppela

La zafarana di Tortora è una sorta di “zafferano dei poveri”, che invece di venire dai fiori, viene dai peperoni rossi calabresi. Anzi, nello specifico, da quelli di Tortora, in provincia di Cosenza. Proprio da questa specialità locale, Appetising, l’app creata da Sergio Tranchino, vuole partire per mappare tutti gli altri 4697 prodotti enogastronomici tipici delle Regioni italiane e offrire così ai propri utenti (soprattutto turisti) la possibilità di conoscere in ogni momento quali sono le leccornie tipiche della zona che si sta visitando e dove si possono comprare. L’idea è nata dalla raccolta di informazioni che Sergio ha fatto anche a seguito di un articolo pubblicato su The FoodMakers, in cui si specificava come siano ancora troppo poche le startup che nel Belpaese scommettono sul fortunato connubio cibo/turismo. Per un italiano su tre, infatti, il cibo è il successo di una vacanza, battendo le visite ai musei, lo shopping e lo sport. L’Italia è il leader mondiale del turismo enogastronomico e sono 24 i miliardi di euro spesi ogni anno dai turisti in questo settore. Un terzo della spesa in vacanza, inoltre, è destinato alle specialità gastronomiche.

Peperoncino-Zafarana-in-Polvere-Tortora-Cosenza

Guidare il turista ai prodotti tipici più vicini

L’attenzione del consumatore al cibo locale e alla scoperta di nuovi piatti è in forte crescita. Ecco quindi perché Appetising, attraverso la geolocalizzazione, indicherà i prodotti tipici della zona in cui si trova l’utente, aiutandolo a calcolare il percorso di arrivo e guidandolo fino al produttore o al posto dove la pietanza locale viene ancora cucinata secondo la tradizione. L’applicazione coprirà tutta l’Italia e sarà multilingue. Fra le diverse regioni italiane ci sono migliaia di tipicità sconosciute e quando si è in giro, per vacanza o per lavoro, è difficile sapere quali sono le prelibatezze della zona che si sta visitando. “L’app fornirà così un’informazione utile al turista e una possibilità in più al produttore per farsi conoscere e vendere i propri prodotti”, ha spiegato a The Food Makers Sergio Tranchino, il 30 enne fondatore di Appetising e – non a caso – assessore al turismo del suo paese d’origine: appunto, Tortora. Esperto di web marketing, social e con conoscenze nel mondo della produzione grafica e creativa, al suo fianco Sergio ha anche due ragazze calabresi: Gerardina Mandarano 24enne, studentessa di comunicazione e nuovi media e Claudia Laprovitera 29enne, studentessa impegnata nel coniugare, scoprire e recensire le tradizioni tipiche italiane.

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Crowdfunding Appetising: obiettivo 10 mila euro

“Sicuramente non è l’idea del secolo, eppure una cosa così semplice in Italia non se l’era inventata ancora nessuno”, spiega il fondatore che anche in questo modo è riuscito a convincere Eppela a scommettere sulla sua idea, a lanciare a breve una campagna di crowdfunding e a programmare un cofinanziamento.

Il traguardo da raggiungere è di 10 mila euro che saranno utilizzati “per lo sviluppo dell’applicazione, del sito web e per chi lavorerà all’inclusione dei 4698 prodotti tipici, riconosciuti con un metodo di produzione artigianale da almeno 30 anni”, spiega il fondatore di Appetising. La campagna di raccolta fondi dal basso durerà 30 giorni e se raggiungerà almeno 5 mila euro grazie al contributo di 100 offerte uniche, sarà anche cofinanziata dalla stessa Eppela (nello specifico da Great) al 50% (ossia con altri 5 mila euro). Per i donatori sono previste anche nove diverse ricompense, si va dai ringraziamenti formali, alle t-shirt, agli immancabili cesti di prodotti tipici calabresi (con zafarana compresa) fino al week end in Calabria con pernottamento e cene rigorosamente a base di prodotti tipici.

Il sogno di Appetising, da grande, è quello di coprire tutta Italia, di continuare a garantire ai piccoli produttori un inserimento gratuito (su sito e app), e di costituire un e-commerce condiviso in cui, su ogni prodotto venduto, i proprietari della startup potranno prendere una percentuale del 2-3%. 

 

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