Redazione

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Apr 10, 2016

“Paccheri alici e pecorino, conchiglie alla ricotta (e più IoT per l’agricoltura)”

Spaghetti ai ricci di mare e bottarga, niente birra né Ogm, le conchiglie alla ricotta di zia Lella. E poi certezze sul futuro dell'IoT in agricoltura. Al Questionario di Food risponde Simone Vacca, ceo e founder di Saporeato

Simone Vacca, 31 anni, nato a Cagliari, celibe, Ceo and Founder di Saporeato

1.

Cosa mangia a pranzo, nell’orario di lavoro?

Vicino agli uffici di Saporeato ho trovato un ristorantino a conduzione famigliare che utilizza ottimi prodotti e la sua cucina è autentica, salubre e salutare.

2.

Cosa mangia invece a cena?

A cena amo cucinare a casa sperimentando nuovi prodotti da me ricercati, per trovare il modo per abbinarli tra loro. Ieri ho cucinato uno spaghetto di Gragnano con asparagi selvatici e bottarga. Ottimi.

3.

Vino o birra?

Ho avuto una brutta esperienza con la birra da adolescente, invece amo profondamente il mondo del vino in tutte le sue sfaccettature.

4.

Piatto preferito in assoluto?

Paccheri Alici e Pecorino con po’ di pomodoro Pendolo Ischitano.

5.

In quale percentuale, più o meno, mangia cibo importato dall’estero?

10%. L’Italia è piena di eccellenze culinarie non c’è bisogno di cercarle altrove.

6.

La convince una dieta vegana?

Non mi convince tantissimo. Io amo la dieta mediterranea che di base è semi vegetariana.

7.

In percentuale: quanto è attento alla salute quando è a tavola?

Al 70 %, perché alcuni piatti possono essere fantastici ma non propriamente salutari.

8.

Tecnologia del food: quale usa nel privato?

Utilizzo il Food Delivery.

9.

In quale altro settore del food (oltre il suo) le piacerebbe operare?

Ho operato in quasi tutti i settori del settore agroalimentare. L’unico che manca è l’acqua cultura. Mi affascina molto.

10.

Ogm, cosa ne pensa: sì o no?

Assolutamente contrario.

11.

Prima o poi arriveranno sugli scaffali. Mangerebbe insetti?

Già mangiati in alcuni viaggi. Preferisco i prodotti tradizionali.

12.

Secondo lei, quali sono i settori più promettenti per una startup del food?

L’IOT legato al mondo dell’agricoltura.

13.

Il food è strategico per l’Italia. Cosa manca ancora per spingere il settore?

Più garanzie per i nostri prodotti e delle politiche concrete che diano la possibilità ai piccoli e medi produttori di veicolare i loro capolavori culinari all’estero.

14.

Effetto Ratatouille: cosa rimpiange del cibo che mangiava da bambino?

Le conchiglie alla ricotta che cucinava mia zia Lella.

15.

Il bimbo piange a dirotto perché vuole una merendina confezionata: quanto tempo resiste prima di cedere?

Con mio nipote resisto ben poco, perché lo vizio moltissimo.

16.

La cosa più buona mai mangiata.

Pezzonia avvolta nelle foglie di limone a Ischia.

17.

La cosa più cattiva mai assaggiata.

Non c’è nulla che ho assaggiato che sì meriti questa qualifica. Se il cibo lo condividi con le persone che non lo apprezzano allora qualsiasi cibo perde di sapore.

18.

Se fosse chef, quale piatto sarebbe il suo cavallo di battaglia?

Spaghetto ai Ricci di mare e bottarga.

19.

Qual è l’innovazione che sta rivoluzionando il food più delle altre?

L’IOT permetterà in futuro di non utilizzare prodotti chimici mantenendo le produzioni rigogliose e anzi incrementandole.

20.

Ha il potere assoluto per un giorno: cosa farebbe per sconfiggere la fame nel mondo?

Obbligherei tutte le istituzioni finanziarie globali a convogliare la metà dei ricavi di un solo anno verso lo sviluppo territoriale delle nazioni che ancora oggi versano in condizioni disastrose. Investimenti su agricoltura, IOT, e infrastrutture. Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai un giorno solo, Insegna a un uomo a pescare, e potrà sfamarsi per tutta la vita.