Redazione

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Mar 20, 2016

“Salumi, pesce e orecchiette. E niente Ogm, ma sì al cibo creato in laboratorio”

Birra in settimana, vino nel weekend, orecchiette da buon pugliese. Al Questionario di Food risponde Fabio Di Gioia, ceo Foodscovery. La fame nel mondo? Metterei l'Occidente a dieta"

Fabio di Gioia, 29 anni, nato a Foggia, celibe, Ceo di Foodscovery

1.

Cosa mangia a pranzo, nell’orario di lavoro?

Se non ho tempo, un panino con cotto o crudo e mozzarella. Se invece ho almeno un’oretta disponibile del pesce fresco.

2.

Cosa mangia invece a cena?

Salumi, carne grigliata, arrosticini, pesce crudo, verdura e frutta.

3.

 Vino o birra?

Durante la settimana birra ghiacciata. Nel weekend vino.

4.

Piatto preferito in assoluto?

Da buon pugliese: Orecchiette con cime di rapa 😉

5.

In quale percentuale, più o meno, mangia cibo importato dall’estero?

Sia a casa che fuori a cena preferisco mangiare prodotti locali e stagionali.

6.

La convince una dieta vegana?

Certo. Sono un grande fan di frutta e verdura anche se non riuscirei mai a smettere di mangiare alimenti di origine animale.

7.

In percentuale: quanto è attento alla salute quando è a tavola?

100%

8.

Tecnologia del food: quale usa nel privato?

Data la mia golosità, sono un grande fan della mia stessa piattaforma Foodscovery. La utilizzo spesso per comprare prodotti unici che non trovo nei canali di distribuzione locali. Utilizzo molto anche piattaforme di food delivery in città come Deliveroo.

9.

In quale altro settore del food (oltre il suo) le piacerebbe operare?

Creazione di alimenti in laboratorio partendo da una sintesi molecolare.

10.

Ogm, cosa ne pensa: sì o no?

No.

11.

Prima o poi arriveranno sugli scaffali. Mangerebbe insetti?

Sì, perché no, sono molto proteici. Già in Asia sono in molti a mangiarli.

12.

Secondo lei, quali sono i settori più promettenti per una startup del food?

Creazione di nuovi cibi in laboratorio partendo da piante oppure da una sintesi molecolare di cellule animali.

13.

Il food è strategico per l’Italia. Cosa manca ancora per spingere il settore?

Al food tradizionale manca l’aggregazione sotto un’unica bandiera. Ci sono molti campanilismi in Italia.

14.

Effetto Ratatouille: cosa rimpiange del cibo che mangiava da bambino?

Nulla perché continuo a mangiarlo. Sono molto attento alla mia alimentazione. Preferisco mangiare meno ma meglio.

15.

Suo figlio piange a dirotto perché vuole una merendina confezionata: quanto tempo resiste prima di cedere?

Non ho bambini! Scherzi a parte, i miei figli penso riceveranno la mia stessa educazione alimentare. Ad una merendina confezionata sono sicuro preferiranno una fetta di pane fresco pugliese o lucano con della marmellata o della crema naturale alla gianduia.

16.

La cosa più buona mai mangiata.

Sono troppe! Comunque i miei preferiti: orecchiette con cime di rapa, ravioloni di zucca con ragù, pici cacio e pepe.

17.

La cosa più cattiva mai mangiata.

Degli spaghetti al pomodoro a Chicago. Invece degli spaghetti avevano utilizzato i capelli d’angelo, si scioglievano in bocca.

18.

Se fosse chef, quale piatto sarebbe il suo cavallo di battaglia?

Paccheri con ragù alla napoletana.

19.

Qual è l’innovazione che sta rivoluzionando il food più delle altre?

Produrre carne, latte, formaggio e tanti altri alimenti in laboratorio tramite sintesi organica.

20.

Ha il potere assoluto per un giorno: cosa farebbe per sconfiggere la fame nel mondo?

Metterei il mondo occidentale a dieta e ridistribuirei il cibo nelle aree in cui c’è maggior bisogno. In questo modo combatterei due problemi: la fame nel mondo e l’obesità in Occidente!