Il Frappuccino sfida Re Espresso: Starbucks sbarca in Italia

La celebre catena Usa di Seattle, dopo molte esitazioni, ha deciso di aprire un punto vendita in centro a Milano, dal prossimo anno. Ma poi arriveranno forse anche Verona e Venezia…

Alla fine, dopo molte esitazioni, è arrivata la decisione: Starbucks arriverà anche in Italia. Il primo locale della catena statunitense (che è stata fondata nel 1971 a Seattle) aprirà l’anno prossimo a Milano, grazie a una partnership con Antonio Percassi, presidente della holding Odissea e della squadra di calcio dell’Atalanta.

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Vera sfida nel regno dell’espresso

L’apertura in Italia, annunciata e più volte poi rinviata, rappresenta una vera e propria sfida per la multinazionale a un mercato dove il culto del caffè espresso le ha finora inibito l’ingresso. D’altronde sono 6 miliardi, secondo le stime della Fipe, i caffè consumati nei bar italiani in un anno per un giro d’affari pari a 6,6 miliardi di euro. Il 41% degli italiani adulti prende un espresso al banco almeno una volta alla settimana.

Prima Milano, poi forse Verona e Venezia

Dunque sarà Milano, con apertura in pieno centro prevista per gli inizi del 2017, a fare da apripista. Ma presto Starbucks (quasi 24.000 punti vendita sparsi in 70 paesi del mondo, dei quali 2400 in Europa, Medio Oriente e Africa) potrebbe espandersi anche a Verona e Venezia.  “La storia di Starbucks è intimamente legata alla maniera in cui gli italiani realizzano un espresso perfetto. Tutto ciò che abbiamo finora realizzato si basa su questa straordinaria esperienza”, ha detto il presidente e ceo di Starbucks, Howard Schultz, ricordando di avere sviluppato la passione proprio in un viaggio d’affari di 33 anni fa in Italia, che “cambiò la sua vita per sempre”. Dunque, “abbiamo sempre avuto cura di rispettare quest’eredità da 45 anni” e “oggi è con una grande umiltà e un profondo rispetto che ci accingiamo a provare di condividere quel che abbiamo imparato”.

Quel Frappuccino tanto amato da Hollywood

Starbucks è uno dei marchi più citati da Hollywood. La catena Usa ha fatto infatti del suo particolare cappuccino, o meglio del Frappuccino, una sorta di status symbol. Tra le immagini più ricorrenti, quelle di personaggi newyorchesi che corrono per Manhattan con una bevanda di Starbucks. In uno Starbucks, invece, la libraia Kathleen Kelly, Meg Ryan, di “C’è’ posta per te” si innamorerà di quella che a tutti gli effetti rappresenta la sua anima gemella, Joe Fox, interpretato da Tom Hanks. In “Il Diavolo Veste Prada” tocca ad Andrea Sachs (Ann Hataway), neo-laureata in cerca di lavoro appena arrivata a New York per realizzare il suo sogno: diventare una giornalista. Finirà per essere assunta dalla rivista di moda Runway, come seconda assistente della direttrice Miranda Priestly, che non concederà alla stagista nemmeno un minuto per mangiare, ancor meno per un caffè. In “Sex and the City”, Carrie Bradshow (Sarah Jessica Parker) assume la sua nuova stagista per riprendere in mano le fila della sua vita dopo essere stata piantata all’altare da Mr. Big. La celebre catena fa da sfondo inoltre alle avventure Tom Bailey, playboy di “Un amore di testimone” interpretato da Patrick Dempsey e alle stranezze di Greg Fotter – Ben Stiller – in “Ti presento i miei”. Non rinunciano al Frappuccino nemmeno agenti dell’Fbi come Sandra Bullock, in “Miss Detective”, e duri come Brad Pitt e Edward Norton in “Fight Club”.

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