I 10 street food made in Italy da non perdere (e da rifare a casa)

Panini, cuoppi, focacce, piadine... il pianeta street food è sterminato. Ma puoi cimentarti anche a casa tua. Ecco i 10 migliori street chef (e le loro ricette)

Nessuno più storce il naso davanti allo street food. Mentre in passato si diffidava dal camioncino un po’ sordido che spacciava panini di dubbia qualità, oggi il food truck è sinonimo di gusto, ricerca ed eccellenza. Lo provano portali come cibodistrada.it, diretto dal giornalista Mauro Rosati, che raccoglie le migliori esperienze della penisola su quattro ruote e non. Infatti street food non è solo sinonimo di offerta culinaria mobile, ma anche di eventi itineranti all’interno di ristoranti e, soprattutto, botteghe gourmet di delizie a portar via. Inoltre la grande diffusione di questo nuovo modo di far ristorazione secondo Rosati sta anche in un fattore economico: “La crisi economica e la mancanza di tempo hanno cambiato una serie di schemi alimentari preesistenti: lo street food ha intercettato questi cambiamenti”. Vediamo quali sono i 10 street food da non perdere e come – avendo tutti gli ingredienti – ricreare a casa i piatti più amati.

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I 10 street food da non perdere (e da rifare)

1. All’antico vinaio

A due passi da Piazza della Signoria di Firenze, Tommaso Daniele Fedra da 25 anni propone oltre cento etichette di vino e le famose focacce ripiene. La più venduta è la favolosa. Per prepararla a casa vi servono: sbriciolona (salume locale aromatizzato al finocchio), crema di pecorino, crema di carciofi e melanzane sotto’olio. Aromatizzate il tutto con un po’ di piccante e inserite il tutto al centro della famosa schiacciata toscana.

All’antico vinaio: Via dei Neri, 74/R – Firenze

2. Il Furgoncino

Con il loro mezzo giallo limone, il Furgoncino di Carlo Betti e Laura Bonaparte delizia i palati a colpi pane, vino e rock’n’roll. Tra i panini offerti ne troviamo a base di carne, di pesce e quelli dedicati ai vegani. Per chi ama li pesce, la scelta non può che ricadere sul panino Califfo (ovviamente dedicato a Franco Califano). Per prepararlo vi serve del pecorino (quelli del Furgoncino si riforniscono da uno spacciatore locale, il casaro-filosofo Vittorio Beltrani), acciughe di Cetara, cipolla caramellata e senape di Digione. Per chi preferisce il menu carnivoro, Carlo consiglia lo Skiantos, un panino a base di un finto pecorino carpegnolo, friarielli, mortadella. Per i vegani il Furgoncino propone l’Ozzie (sì, perché anche Osbourne è vegano): hummus di ceci, cipolla caramellata, mandorle a scaglie, spaghetti di zucchine marinati con zenzero e limone.

Il Furgoncino: piazzale Collenuccio – Pesaro

3. La Cuopperia Del Convento

A proposito di alici di Cetara, in questo borgo da aprile a settembre, Gaetano e Pasquale Torrente realizzano uno dei più gustosi “cuoppi” (coni) di alici fritte. La ricetta è molto semplice: le alici vanno infarinate con una miscela di farina 00 con semola rimacinata, e poi fritte in olio extravergine d’oliva.
La Cuopperia Del Convento: Piazza Grotta, 13 – Cetara (SA)

4. Pizzeria di Matteo

Qui entriamo nella storia dello street food italiano. La Pizzeria Di Matteo ha fatto conoscere la famosa pizza a portafoglio a personaggi come Bill Clinton. Per gli amanti della pizza, il locale di Salvatore Di Matteo in via Tribunali, a pochi passi da piazza San Gaetano, è una tappa obbligata quando si visita Napoli. Il segreto di questa piccola pizza, soffice, che si piega come un portafoglio, è l’impasto. La ricetta non prevede altro che farina, acqua, sale e lievito di birra. Il primo assaggio deve essere rigorosamente al gusto margherita.
Pizzeria di Matteo: Via Tribunali 94 – Napoli

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5. Antico Forno Delle Sfogliatelle Calde F.lli Attanasio

Rimanendo a Napoli, in vico Ferrovia da oltre ottant’anni il forno dei fratelli Attanasio sforna le più desiderate sfogliatelle della città. Anche il New York Times Magazine se n’è innamorato. Nel locale, rimasto immutato nel tempo, si serve il dolce più famoso di Napoli, la cui ricetta ovviamente rimane segreta. Se volete, potete provarci: dopo aver preparato l’impasto per la sfogliatella riccia, farcitela con ricotta lavorata con cannella, vaniglia e canditi.
Antico Forno Delle Sfogliatelle Calde F.lli Attanasio: Vico Ferrovia 1/2/3/4 – Napoli

6. La Baracchetta di Biagio

In questo food truck che staziona da 50 anni sul lungomare Marinai d’Italia di Recco si può gustare l’autentica Focaccia di Recco, quella che nel 2012 si è guadagnata il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Con questo bollino europeo di qualità (Igp) è obbligatorio produrla sul posto, per contraddistinguerla in modo univoco e inconfondibile da qualunque altra variante di “semplice” focaccia con il formaggio. Per farla a casa vostra vi basta farina, olio d’oliva, sale, acqua per l’impasto, un ripieno di crescenza. Far cucinare il tutto direttamente sulla base del forno cosparsa di farina di granoturco.
La Baracchetta di Biagio: Lungomare Marinai d’Italia, 3 – Recco (GE)

7. Bolpetta

Dietro la sterminata varietà di polpette servite da Bolpetta, ci sono alcune persone che hanno voluto scommettere sulla tradizionale pallina di carne, servendola in tutte le varianti possibili a Bologna. Il prodotto più venduto del locale però è la classica polpetta fritta, quella fatta con un mix di carne macinata di maiale e manzo, e mollica di pane. Condite a piacere, friggete e servitela accanto a delle patatine fritte.
Bolpetta: Via Santo Stefano 6 – Bologna

8. CinemaDivino

Da Faenza parte il festival cinematografico itinerante che da 13 anni la CinemaDivino s.r.l. porta in giro per tutta Italia. Da 3 anni si è aggiunto alla carovana anche il food truck che propone lungo la penisola la sua piadina. “La piadina è come la mamma per noi”, ci spiega Carlo, uno dei soci che ha pensato e che gestisce il camioncino. Il piada burger è uno dei piatti più ordinati e, ovunque lo si gusti, ha sempre le stesse caratteristiche: carne di maiale (rigorosamente di mora romagnola), la piadina romagnola, verdure e salse a seconda della stagione. Per chi lo desidera c’è anche il piada dog, farcito da una salsiccia sempre a base di carne di mora romangola. Per i vegani c’è anche la possibilità della piadina a base di olio d’oliva.
Cinema divino: via San Silvestro, 168 – Ravenna

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9. Nino u Ballerino

Qui si entra nella storia dello street food italiano. Vincitore dell’Oscar Cibo di Strada 2015, Antonino Buffa in arte Nino U Ballerino è un’autentica leggenda del panino ca meusa siciliano (e se vi piace lo street food dell’isola, ecco la mappa dello street food palermitano nel mondo). Il soprannome se l’è conquistato sul campo, condendo i suoi panini con movimenti da vero ballerino. Per preparare questo panino vi servono milza, polmone, trachea: fate cucinare tutto a vapore per un’ora e un quarto. Poi riponete il tutto in una cella frigorifera a zero gradi. Dopo un’ora tagliate i pezzi e condite il tutto con limone. Quando servite nel panino (anch’esso cotto a vapore), potete condire la carne con ricotta o formaggio. Mi raccomando, avverte Nino: il pane deve essere morbidissimo!
Nino u Ballerino: Corso C. Finocchiaro Aprile, 76/78 – Palermo (PA)

10. Erwin’s pasta fresca

Dall’estremo sud ci spostiamo a Bolzano dove Erwin Zöggeler, insieme ai figli, prepara piatti espressi da poter consumare al banco o portare a casa. Tra i piatti proposti ci sono la zuppa d’orzo, strudel salati, canederli al fegato o al farro, Schlutzkrapfen (tortelli di spinaci), Spinatspätzl (gnocchetti di spinaci), carrè di maiale affumicato, Goulaschsuppe ma anche dolci come canederli alle albicocche della Valvenosta e prugne. Il più venduto è canederli al farro con speck, preparati con farina di farro, da servire con brodo bollente di carne o in abbinamento alla tipica Goulaschsuppe.
Erwin’s pasta fresca: Via Matteotti, 29 – Merano (BZ)