Anna Dichiarante

Anna Dichiarante

Dic 28, 2015

Appetitoso: tu cerchi il piatto, l’app trova il (miglior) ristorante

L'idea della app è venuta a quattro giovani toscani, che hanno creato una startup. Funziona a Milano, Firenze e Roma. Ma vogliono portare la loro Appetitoso in tutta Italia

Quante volte vi è capitato di trovarvi in una città che non conoscevate, per una vacanza o magari per lavoro, e di aver desiderato che una persona del posto potesse suggerirvi dove andare a mangiare? Adesso a dare la dritta giusta sui ristoranti che preparano i piatti più buoni in città è arrivato “Appetitoso”, un servizio mobile e web che permette di soddisfare l’esigenza di trovare buon cibo. Un custode delle tradizioni culinarie locali in via d’estinzione, insomma, ma anche un modo per scovare piatti innovativi della cucina italiana o internazionale e per valorizzare il territorio attraverso la promozione dei suoi prodotti enogastronomici. E “Appetitoso” è proprio il nome dell’app che permette di effettuare questa ricerca di locali in base al piatto che si vuole mangiare: uno strumento pensato soprattutto per chi si muove, per chi viaggia e vuole trovare un posto dove pranzare o cenare, senza perdere troppo tempo a leggere fiumi di recensioni su “Tripadvisor”.

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Cerchi un piatto e trovi il ristorante

L’idea è venuta a quattro giovani toscani, età media 27 anni, che hanno fondato una startup: nel 2013, allo “Startup Weekend” di Roma, Gianni, Tommaso, Emanuele e Andrea hanno così presentato il loro progetto, che poi hanno realizzato coinvolgendo altre persone. Oggi, infatti, nella startup lavorano in totale nove professionisti, tra esperti nel settore del marketing e in quello delle telecomunicazioni. Tutti, comunque, con una grande passione per il cibo. Da qualche settimana l’app è disponibile sia su App Store sia su Google Play per Android ed è attiva per le città di Milano, Firenze e Roma. È dotata di un motore di ricerca in grado di trovare i ristoranti dove viene servito il nostro piatto preferito. Basta accedere e inserire il nome del piatto, oppure anche solo parole generiche come “carne” o “spaghetti”, per ottenere l’elenco dei locali che includono quella pietanza nel loro menù. Ma la vera novità di “Appetitoso” è il suo algoritmo, che consente di segnalare il ristorante migliore per quel determinato piatto. Si cercano, per esempio, i bucatini all’amatriciana e si ottiene la lista dei ristoranti della città che li cucinano meglio. Il motto, insomma, è “cerca il piatto, trova il ristorante”.

Entrano solo i… raccomandati

In pratica, “Appetitoso” è un sistema di raccomandazione: usa infatti una base-dati di proprietà e calcola un punteggio da uno a cento sulla bontà del piatto, basandosi proprio sulle raccomandazioni che i clienti fanno di quest’ultimo. E la selezione dei locali è molto accurata perché viene effettuata tenendo conto delle opinioni espresse dai food blogger, delle menzioni nelle guide più importanti come quella di Slow Food o del Gambero Rosso, oltre che di tutti i commenti inseriti su siti come “Tripadvisor” o “Yelp” e, in generale, nella Rete. I dati così ottenuti vengono aggregati ed elaborati dall’algoritmo per generare, appunto, il punteggio. Solo al di sopra di una soglia minima il piatto e il ristorante che lo propone entreranno nella classifica visualizzata dall’app. Dal piatto, quindi, si passa alle informazioni sul ristorante: “Appetitoso” fornisce le indicazioni utili e, grazie alla partnership con “MiSiedo”, permette anche di fare prenotazioni negli esercizi che siano presenti sulla piattaforma di questo sito. Gli utenti possono inoltre suggerire nuove specialità da aggiungere al database oppure possono condividere con gli altri utenti i piatti che stanno gustando, magari scattando fotografie o indicando nome e indirizzo del ristorante. La condivisione e l’interazione sono così assicurate.

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Dall’app alle Appetitoso Fooblogger Analytics

L’obiettivo di “Appetitoso”, ora, è quello di espandersi in tutta Italia, a cominciare dalle città che tradizionalmente rappresentano delle mete turistiche privilegiate, come Venezia, Torino e Napoli. Certo, i competitor nel settore della ricerca di ristoranti sul web non mancano. E, specialmente negli Stati Uniti, sono in molti a puntare sulla ricerca per piatto, al punto che pure colossi come “Yelp” stanno implementando i loro servizi in questa direzione. Senza dimenticare, poi, che per allargare il progetto servono fondi e che in Italia, purtroppo, non si producono grossi guadagni con il mercato delle app. Perciò Gianni e gli altri hanno iniziato a lavorare sempre più a stretto contatto con i food blogger, monitorando almeno seicento profili e stilando classifiche su quali siano i più influenti, i più cliccati e i più social. Così è nata una nuova sezione del sito di “Appetitoso”, denominata “Foodblogger Analytics”: un servizio che offre la possibilità di consultare le statistiche, di scoprire in tempo reale cosa viene pubblicato nel mondo dei food blogger, di migliorare la propria visibilità sui social e di controllare chi sono i lettori più fedeli. E – sorpresa – si scopre che spesso tra i food blogger non sono i più famosi a essere maggiormente seguiti. Anche le mamme con le loro ricette testate ogni giorno a casa fanno trend e hanno quindi bisogno di strumenti che le aiutino a gestire i loro blog.