Le sei tendenze food che Expo non può ignorare

Dal caviale verde all’acquaponica: abbiamo raccolto le tendenze food più interessanti presenti a Seeds&Chips, quelle da tenere d’occhio per capire come cambierà nei prossimi anni il modo in cui mangeremo

Distributori automatici intelligenti, stampanti 3D di cioccolato, nasi elettronici per misurare la freschezza degli alimenti e tessuti fatti con le bucce delle arance. A Seeds&Chips si sono viste tecnologie di ogni sorta. Alcune con molte potenzialità e altre meno promettenti ma tutte con un’idea in comune: rivoluzionare il mondo del cibo. Abbiamo raccolto le tendenze food più interessanti, quelle da tenere d’occhio per capire come cambierà la nostra alimentazione. Le stesse tendenze che Expo non potrà ignorare se vorrà lasciare un’eredità oltre a padiglioni dismessi, nuove stazioni della metropolitana e raccordi autostradali.

Attenzione alla diversità

Un tempo c’erano gli allergici. Oggi ci sono i vegetariani, i vegani, i pesceteriani, gli onnivori consapevoli, i celiaci, gli intolleranti, i crudisti, i fruttariani e chi più ne ha più ne metta. Ogni giorno c’è una nuova tendenza alimentare, che sia per religione, etica, allergia o solo per mascherare una dieta, ogni suo osservante pretende che venga rispettata. A tale scopo nascono inziative come CucinaMancina, un sito nel quale si raccolgono ricette per chi “mangia differente”, come piace dire alle sorridenti fondatrici del progetto, o Outdoors Safe Food, che a Milano confeziona pasti pronti, per chi soffre di intolleranze alimentari o allergie.

coltivazione idroponica

Coltivazioni fuori dalla terra

Si parte da un assunto fondamentale: la popolazione mondiale sta crescendo mentre la superficie terrestre rimane sempre la stessa. Da qui la necessità di pensare a metodi di coltivazione che non prevedano l’utilizzo di terra e di produrre vegetali il più possibile organici e privi di pesticidi. Che sia la serra modulare casalinga di Robonica, l’ecosistema acquaponico di Agricoltura 2.0 o la serra galleggiante di JellyFish Barge, poco cambia. Tutti questi sistemi permettono di sostituire la terra e di coltivare ortaggi in casa, sul terrazzo o su una chiatta a largo nel mare.

Riduzione degli sprechi

Come abbiamo già detto, siamo troppi e nel 2050, se tutto va come deve andare, saremo oltre 9 miliardi. Ed è facile comprendere quanto sia poco sostenibile avere 9 miliardi di persone che sprecano quasi due chili di cibo ogni giorno. Per questo molte startup stanno pensando a soluzioni sostenibili per ridurre lo spreco alimentare. Sia aiutando i ristoranti a tenere traccia degli scarti prodotti dalla cucina, come nel caso dell’americana MintScraps, sia permettendo alle persone di comprare in offerta prodotti che rischiano di essere buttati da supermercati e negozianti come con MyFoody e LastMinuteSottoCasa. Menzione d’onore in questo campo per le ragazze di Orange Fiber, che si sono inventate un metodo per creare tessuti partendo dagli scarti delle arance.

pizzaprint

Produzione in casa

Altro filone da seguire con attenzione è quello della produzione casalinga di alimenti. Complice la crisi e la crescente attenzione a ciò che siamo disposti a metterci nello stomaco, si assiste a un ritorno verso le cucine. E non più per scaldare cibi surgelati che, dopo il periodo di gloria degli anni 90-2000 sono finalmente passati di moda, ma per preparare in casa degli alimenti in maniera altrettanto veloce ed efficiente. Di questa idea dovevano essere i creatori di Choc Edge quando, stanchi di rivolgersi al pasticcere per decorare le uova di Pasqua, hanno inventato la loro stampante 3D per il cioccolato. Uno scopo più salutare, invece, quello gli ideatori di Green Onyx che hanno costruito un incubatore domestico per l’autoproduzione del Khai-nam. Il super vegetale orientale, oltre a essere il più piccolo ortaggio al mondo, ha anche proprietà nutritive oltre ogni immaginazione (un solo cucchiaio di questo “caviale verde”, infatti, ci permette di raggiungere la metà del nostro fabbisogno giornaliero di frutta e verdura).

Consegne a domicilio

Il tempo, si sa, è il grande cruccio di questo secolo. Per questo motivo nel settore dell’alimentazione è tutto un fiorire di soluzioni che ci permettono di avere prodotti di altissima qualità da tutto il mondo senza la fatica di doverceli andare a comprare nel luogo d’origine. A questo è dovuto il successo di un’iniziativa come Primo Taglio, e-commerce di prodotti tipici campani che consegna in Lombardia le sue scatole contenenti ogni genere di delizia partenopea, o di Foodscovery, che ricerca i cibi di eccellenza in tutta Italia e li consegna anche all’estero, o di EattiamoQuiCibo. Un’altra idea apprezzata soprattutto fuori dall’Italia è quella proposta da Fanceat, Quomi, My Cooking Box e Paisan: far scegliere online una ricetta e recapitare a casa dell’utente tutti gli ingredienti necessari per riprodurla.

Sicurezza alimentare

Stiamo diventando consumatori sempre più consapevoli e per questo vogliamo che i prodotti che mangiamo siano sicuri, controllati e, possibilmente, certificati. Il successo di iniziative curiose come Foodsniffer, il naso elettronico che si collega a un database per dirti se il cibo che stai per mangiare è fresco, potrebbe risiedere proprio in questa necessità. Necessità che di sicuro è alla base di idee promettenti come quella di Viveat, che con le sue etichette intelligenti permette al consumatore di ottenere informazioni in merito alla cantina di orgine e alle materie prime del vino che sta bevendo. Altro tema importante quando si parla di sicurezza del cibo è il Made in Italy: il team di it4Italy si è inventato una app che attraverso la scansione del codice a barre permette di capire se si tratta di un prodotto italiano o contraffatto.

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