Street food, periodo d’oro: 5 tendenze da seguire

Etnico, gluten free, bio. E ancora: iperlocalismo, gelati di alto livello ma anche nuovi motori per le cucine mobili. Le strade che prenderà lo street food (che vive il suo boom) nel 2016

Lo street food sta vivendo il suo periodo d’oro. Quell’unto e bisunto di Chef Rubio in onda nel 2013 sembrava in effetti troppo sporco e appiccicoso rispetto ai fighetti di MasterChef e dintorni. Eppure la strada era azzeccatissima: i foodtruck, camioncini che reinventano i cibi di strada in chiave raffinata ma non troppo, stanno diventando le nuove destinazioni del gusto. Un approccio che mantiene quel sapore a metà strada fra sagra 2.0 e stile e ci illude che, spendendo poco, stiamo mangiando fuori dai soliti schemi sia della ristorazione tradizionale che di casa.

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Porchetta, lampdredotto, arrosticini, panini, focacce, pizze, gelati artigianali, piade, sfincioni e pani câ meusa, marroni, fritti e frittini: non c’è fine alla varietà possibile perché lo street food è un po’ come il peer-to-peer. Va dove vuole, si arricchisce di novità che rielabora in chiave ghiotta e, soprattutto, costa poco. Come i sondaggi dedicati al tema sottolineano da un paio d’anni: economicità ma anche rapidità, incremento qualitativo, gusto di nutrirsi in maniera diretta. Ma soprattutto ritrovata socialità. In questo senso, lo street food sembra un po’ l’altro lato della medaglia del social eating casalingo alla Gnammo.

Street food, quanto conta la tradizione

È vero. In termini generali il cibo di strada ruota intorno alle tradizioni, in buona parte lontane dalle mode che ci hanno travolto negli ultimi anni. Ma non è un fenomeno gastronomico alieno alla società. Ed è per questo che non potrà non andare incontro a una serie di tendenze e influenze mutuate dalle nostre fissazioni più o meno recenti o da oggettive necessità di salute.

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A metterle in chiaro, uno scenario disegnato da StreetFoody, un incubatore dedicato a chi vuole lanciare un’Ape car gourmand o un food-truck all’insegna della propria leccornia. “Solo 5 anni fa le parole food truck o street food erano sconosciute nel nostro Paese – commenta Franco Resti, fondatore dell’incubatore – oggi, invece, ci sono nella nostra penisola decine di festival dedicati, con una media di una ventina di truck per manifestazione”.

Le 5 tendenze per il 2016

Le tendenze per il prossimo anno sembrerebbero dunque a cavallo fra vecchio e nuovo.

1

Tradizioni del territorio. Il cibo, come il dialetto, è un fondamentale elemento identitario. Ogni regione e ogni provincia, se non ogni comune, sfodera il suo street food. Che, anche se simile a quello dei vicini, avrà sempre qualcosa di diverso (e di migliore, per i suoi alfieri). Ecco perché è possibile che i food truck dei prossimi mesi continuino a iperspecializzarsi in prodotti e ricette ultralocali.

2

Bio, veg e gluten free. Non c’è scampo. Sono queste le tre paroline magiche degli ultimi anni nella grande distribuzione. Per forza di cose approderanno anche nei cibi di strada. Salute o scelta etica, si tratta di target sempre più ampi che anche lo street food deve agguantare.

Streeat Food Truck Festival_1_ph. Danilo D'auria

3

Gelato artigianale e gourmet. È già al vertice delle tendenze, a dirla tutta. Eppure il gelato – a cui ogni anno vengono dedicate infiniti appuntamenti, dai più piccoli al gigantesco Sigep della fiera di Rimini – continuerà a tirare spingendo su genuinità, ingredienti, lavorazione e, soprattutto, dall’iperlocalizzazione dei gusti. Per provarne sempre di diversi in ogni parte d’Italia.

4

Etnico. Stesso discorso del gelato. Rimane un fortissimo megatrend. E se i foodtruck festival sono spesso piccoli giri del mondo per il palato, questo aspetto non potrà che divenire sempre più marcato. Declinandoli in maniera gourmet ma non troppo, per non perdere l’imprescindibile gusto esotico.

5

Motori. Si sta aprendo un altro sottomercato. O meglio, si sta espandendo. È quello dei veicoli espressamente dedicati al cibo di strada. Insomma, dai furgocini e dalle Ape car passeremo a veicoli più affascinanti o avveniristici. Autentiche cucine mobili in grado di rapire all’istante, ancor prima di assaggiare ciò che sfornano.

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