Ecco le sette professioni che riscriveranno il futuro del cibo

Ottanta giovani ricercatori da tutto il mondo, coinvolti da Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, ripensano il rapporto tra pianeta e cibo nello Youth Manifesto: il futuro del cibo è nelle mani di queste sette figure professionali

Il mondo del food non è solo fatto di foto, blogger e startup. È anche fatto di sprechi folli: ogni anno in tutto il mondo si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a un terso della produzione totale destinata al consumo umano. Diventa difficile immaginare un futuro alimentare sostenibile (in cui non mangeremo solo alghe) quando i suoi stessi abitanti non sanno coniugare il business alimentare con il rispetto ambientale e la cura delle risorse. Per questo nasce Youth Manifesto, un documento creato da 80 ricercatori provenienti da tutto il mondo presentato ad Expo Milano 2015, chiamati dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition per ripensare il futuro del cibo, agendo in primo luogo sulle persone e poi sul pianeta.

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I creatori dello Youth Manifesto hanno individuato 7 ruoli chiave per sovvertire il sistema alimentare così come lo conosciamo oggi: policymaker, agricoltori, attivisti, educatori, industria alimentare, giornalisti e ricercatori. A questi professionisti si chiede di gestire le grandi sfide del pianeta: la fame, l’obesità, lo spreco e lo sfruttamento della Terra.

Politici

I politici e gli attori impegnati nelle istituzioni dovranno valutare l’impatto di ogni proposta e scelta politica in campo alimentare sulla salute umana, l’ambientale, la società e la cultura, senza limitarsi alla sola valutazione economica di ogni atto.

Contadini

Per gli agricoltori, invece, la sfida è più ardua: si chiede loro di lavorare sui giovani, per riportarli a contatto con la terra, investendo sulla loro professionalità. Inoltre gli imprenditori agricoli dovranno lavorare con i governi per permettere un accesso più democratico alla terra sia in contesti rurali che urbani, e dovranno battersi per ottenere maggiori finanziamenti e ideare strategie migliori per far crescere una nuova generazione di agricoltori.

Insegnanti

Insegnanti ed educatori sono chiamati a formare gli adulti di domani: nel portare a termine questa missione, dovranno costruire con loro una relazione sana che metta in contatto tra loro cibo, persone, salute e pianeta. Secondo i pensatori dello Youth Manifesto, questo esercizio non sarà un episodio spot da inserire tra le attività extracurriculari o gli incontri spot organizzati dagli insegnanti, ma dovrà diventare un argomento obbligatorio nei programmi scolastici di tutto il mondo.

Manager

Lo Youth Manifesto chiama a raccolta anche i manager dell’industria alimentare. Il loro compito sarà trasformare le proprie filiere in strutture sostenibili, lavorando di concerto con gli agricoltori e sviluppando prodotti sani che ispirino i consumatori ad adottare stili di vita compatibili con la salute del pianeta.

Attivisti

Gli attivisti dovranno essere presenti anche all’interno delle aziende agricole e alimentari, sedendo nei consigli di amministrazione, aiutando queste realtà a comprendere le problematiche ambientali. L’obiettivo è cooperare per ridurre gli sprechi alimentari e produrre prodotti più sani.

Ricercatori

Ai ricercatori si chiede di lavorare sui dati, aperti e imparziali, utili a connettere discipline diverse che possano trasformare il mondo del cibo, l’agricoltura, la nutrizione, prendendosi cura del pianeta.

Giornalisti

Infine ce n’è anche per i giornalisti. Questi ultimi sono chiamati a valorizzare i temi della fame, del cibo, dell’obesità, dell’alimentazione e dell’agricoltura. Per stimolare i professionisti del settore in tal senso, lo Youth Manifesto suggerisce di creare un “Foodlitzer”, un premio internazionale per il giornalismo indipendente sulla sostenibilità agroalimentare.

Insomma, dall’ONU a Papa Francesco, le voci che si uniscono nel lanciare l’allarme sullo stato di salute del Terra e sui danni prodotti dall’uomo sono tante e non c’è più tempo: bisogna agire. Ma solo lavorando insieme questa immensa sfida globale può essere vinta.

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