25 motivi per trasformare l’area Expo nella Silicon Valley del Food

Il fondatore di Seeds&Chips racconta la sua idea per il dopo Expo. Creare una cittadella dell’innovazione che focalizzi la propria attenzione su uno dei temi vitali per la sopravvivenza: la capacità di produrre cibo e acqua in maniera sostenibile per tutti.

1) Perché la necessità di innovazione nella filiera agroalimentare è una delle sfide più importanti per l’umanità per i prossimi anni: la crescita della popolazione di un miliardo di persone in 10 anni e di un ulteriore miliardo negli anni successivi impongono la necessità di produrre cibo e acqua potabile per tutti in maniera sostenibile e con maggiore attenzione alla salute.

2) Perchè l’attuale sistema agricolo è la principale fonte di inquinamento del pianeta ed è quindi fondamentale innovare i processi attraverso l’ agricoltura di precisione e tecniche più sostenibili.

3) Perché la sicurezza (sanitaria, nutrizionale) alimentare è un obiettivo primario al cui raggiungimento contribuiranno sempre di più innovazione e tecnologia.

4) Perché queste sfide, “meta – challenge” per l’Unione Europea proprio per la loro importanza, considerato che impattano su salute, produzione, ambiente, economia e sviluppo, attirano sempre di più l’attenzione e l’interesse dei grandi investitori: New Food Economy.

5) Perché il governo USA ha recentemente dichiarato che “il cibo è la nuova frontiera della tecnologia”.

6) Perché è un nostro dovere, oltre che nell’interesse di tutti, dare consistenza e continuità alla legacy di Expo Milano 2015. La portata ed il successo di un evento come Expo si misurano anche, e forse prevalentemente, sulla sua eredità e capacità di amplificare l’indotto materiale ed immateriale anche nel tempo. La Carta di Milano ne è esempio e stimolo.

7) Perché l’innovazione digitale è per molti paesi ed in particolare per l’Italia una delle necessità e opportunità per i prossimi anni e nel suo sviluppo un ruolo molto importante lo possono giocare le startup.

8) Perché si prevede che l’innovazione digitale nel food (Internet Of Food, Food Tech, AgTech) entro 10 anni creerà oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro.

9) Perché posizione geografica, collegamenti e infrastruttura tecnologica del sito di Expo non hanno al momento eguali.

10) Perché l’innovazione digitale nel food è anche lo strumento principale per la competitività dell’agroalimentare italiano nel mondo.

11) Perché quando si parla di cibo non si può non pensare all’Italia sia per la sua cultura e tradizione che per la sua biodiversità e per i suoi primati qualitativi e distintivi in agricoltura in termini di sostenibilità e produttività. Ma il futuro del cibo è l’innovazione (anche a tutela della tradizione e dei piccoli) e quindi il futuro dell’Italia è nell’innovazione del food.

12) Perché in Italia hanno sede la FAO e il World Food Programme e mai prima d’ora l’innovazione digitale può fornire soluzioni concrete per combattere la fame nel mondo.

13) Perché a Parma ha sede EFSA, l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare.

14) Perché a Ispra (VA) ha sede il Centro Comune di ricerca della Commissione europea che comprende, tra gli altri, l’Istituto dell’ambiente e della sostenibilità e l’Istituto per la salute e la protezione del consumatore.

15) Perché l’Italia è leader mondiale nelle macchine agricole e l’agricoltura di precisione ne rappresenta il futuro.

16) Perché l’Italia è tra i principali player nell’industria aerospaziale ( con ampi distretti in Lombardia) e i droni rappresentano una tecnologia fondamentale anche per l’agricoltura di precisione.

17) Perché a Comerio (VA) la multinazionale Whirlpool ha il centro mondiale di ricerca e innovazione nel food.

18) Perché Microsoft Italia ha appena lanciato a Milano il primo acceleratore per startup nel food e l’azienda americana può sviluppare significativamente l’ecosistema.

19) Perché a Milano Accenture ha il centro mondiale dei “consumer goods” che comprende, oltre al fashion, food e innovazione per GDO.

20) Perché nella “food innovation” anche architettura (“Feeding the city” e “Urban Farming”), design (smart kitchen e packaging) e maker (stampa 3d) giocano un ruolo importante.

21) Perché la filiale italiana di Cisco sta già giocando un ruolo importante a livello globale per l’Internet of Food: agricoltura di precisione e tracciabilità.

22) Perché la sede Italiana di 3M a Segrate governa a livello internazionale l’innovazione nel design.

23) Perché IBM con il sistema Watson di cognitive cooking può aprire nuove frontiere nel mondo del cibo, così come potrebbero caratterizzarsi molto le sedi italiane di Google, Amazon, Apple e Facebook.

24) Perché in Italia ci sono decine di facoltà (biologia, agraria, agronomia, etc) e di laboratori e centri di ricerca e parchi tecnologici di eccellenza che hanno solo bisogno di un maggiore contatto con il mercato in un luogo dove questo sia, quindi, facilitato.

25) Perché l’interazione tra le eccellenze della ricerca, l’industria, le startup e la finanza (ecosistema) può accrescere la ricaduta economica e sociale sul Paese molto oltre il perimetro di riferimento.

Continuità (legacy), innovazione e digitale (infrastrutture tecnologiche del sito e futuro), opportunità e necessità (di presidiare settore strategico per il Paese e per il mondo), focalizzazione ed ecosistema (sul tema e sul ruolo e sui contributi dei vari soggetti) sono quindi le parole chiave per comprendere l’importanza e le potenzialità di una precisa e strutturata caratterizzazione del sito di Expo.

Una soluzione che vede già perfettamente convergere i progetti di Assolombarda e Università degli studi di Milano e della disponibilità della Camera di Commercio di Milano con Innovhub, ma che sarebbe fortemente valorizzata, potendo così avere una portata internazionale, da una più marcata caratterizzazione sui temi di Expo e quindi sul cibo e sul suo futuro. In questo contesto, l’ecosistema potrebbe accogliere e stimolare molte altre attività e iniziative correlate e complementari: formative, come, ad esempio, scuole di alta formazione per la cucina; informative e divulgative, e quindi anche l’ipotesi di ricollocazione della Rai avrebbe “una identità coerente alla presenza di giovani, start up e innovatori”; istituzionali, e quindi potrebbero trovare opportuna collocazione la sede del Tribunale Europeo dei brevetti, l’Agenzia per la cooperazione internazionale ed anche l’Authority dell’acqua.

  • Noi di Vinix, oltre a schierarci a favore del mantenimento e la riqualificazione delle strutture di expo post esposizione siamo testimoni e protagonisti di quanto la tecnologia possa fare per la filera alimentare. Nel solo campo wine&food con il nostro sistema siamo in grado di ridurre fino a 80-100 spedizioni ad un’unica spedizione grazie alla distribuzione dal basso.

  • Concordo e invito a leggere il mio progetto contro quello senza occupazione di Balducci-Vago.

  • Il successo dell’Expo non deve far dimenticare il processo di innovazione di filiera e digitale in agricoltura che puo’ trovare nel Post Expo la sua estensione digitale.

    1.Il nuovo piano agricolo francese prevede piu’ posti lavoro e filiere innovative.

    Cito la Francia perchè ha gia’ approvato la legge ed un nuovo piano basato solo su 30 progetti.Al bivio del progetto agro-ecologico per la Francia e la Strategia Nazionale delle Ricerche, i ministri responsabili delle Politiche Agricole e della Ricerca, hanno affidato la missione di quattro figure porre le basi di un piano di “Agricoltura – Innovazione 2025 “Jean-Marc Bournigal, CEO di IRSTEA François Houllier, CEO di INRA, LECOUVEY Philippe, direttore di ACTA, e Pierre Pringuet, CEO di AgroParisTech.I risultati della missione sono stati presentati il 22 ottobre 2015,ed i quattro missionari sono Stéphane Le Foll, Thierry Mandon e Axelle Lemaire.Oltre 300 i soggetti interessati sono stati consultati nel corso di workshop di gruppo e interviste: professionisti agricoli, operatori di ricerca, operatori in materia di istruzione, industria, raggruppamenti di imprese e di competitività, le autorità pubbliche e le regioni, senza dimenticare giocatori in settori a valle e la società civile.Le raccomandazioni della relazione, formulate attraverso 30 progetti sono diminuiti in quasi un centinaio di azioni, hanno lo scopo di mobilitare le parti interessate in ricerca e innovazione in giro grandi temi unificanti: stimolare transizioni agro-ecologica e bio-economico, promuovere la innovazione aperta e sostenere la formazione, rendono il passaggio al digitale e incoraggiare lo sviluppo della robotica, biotecnologie e mobilitare il sostegno il biocontrollo.I ministri francesi hanno annunciato che il piano d’azione derivante dalla relazione sarà strutturato intorno a quattro programmi di ricerca su temi prioritari: “Il suolo – Acqua – Clima”: la mobilitazione terreno per mitigare i cambiamenti climatici e rafforzare sicurezza alimentare, “Sensori – rischi per la salute”., “Robotica e Digital Technologies per l’agricoltura”, “produzione di diversi azionando le leve di biologia dei sistemi e la sintesi, la biotecnologia e bio-control”

    Complementare e trasversalmente ai programmi ministri volevano la creazione di due nuovi dispositivi innovativi, vale a dire, la creazione di “laboratori viventi” Agro-ecologia e bio-economia, nonché l’istituzione di un Portale e servizi di dati digitali per un dell’agricoltura francese competitiva, aperta e sovrano.

    Inoltre, un simposio restituzione per le parti interessate consultate sarà organizzato nel primo trimestre 2016.

    Per regolare in progress la consultazione con il mondo agricolo sulle principali questioni di ricerca e innovazione si organizzano riunione annuali della guida dedicata Consiglio superiore e il coordinamento di Economia Agro-alimentare. Le azioni proposte saranno monitorate congiuntamente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero della pubblica istruzione, dell’istruzione superiore e della ricerca, che si basa in particolare su un comitato terzoI Ministri hanno accolto con favore un compito altamente motivante il cui successo testimonia la vitalità e le aspettative dei giocatori in ricerca e innovazione agricola. Questioni agricole mobilitano molti fronti della scienza e innovazione che sfidano gli agricoltori, di R & S agricolo, il mondo della ricerca e la società francese nel suo complesso.Allego per maggiore comprensione l’ottimo piano francese gia’ approvato con apposita legge.

    rapport-agriculture-innovation2025.pdf

    2.Come innovare l’agricoltura italiana, incamerando il successo mondiale dell’Expo, ma riorganizzando le filiere con l’apporto del digitale che è la vera bandiera innovativa del POST EXPO.

    agricoltura&energia del POST EXPO Il 100% da fonti rinnovabili entro il 2050: un rapporto clean pubblicato da Pier Luigi Caffese novembre 2015

    POST EXPO A MILANO

    Al Post Expo di Milano gli italiani vorrebbero un progetto industriale digitalizzato e decarbonizzato,da estendere poi ad altri 19 siti regionali.Il progetto si regge sulla digitalizzazione che spiego nel mio progetto Post Expo che deve essere la base per un diverso modo di produrre in Italia calato dalle grandi aziende alle medio piccole.​La parte energetica del progetto è importante perchè se fosse attuata come in Germania paga la prima parte del progetto industriale e di rinnovazione di filiere,ad esempio quella agricola fondamentale e quella mare.Mi devo soffermare sulle rinnovabili che il Governo ha stoppato perchè si è fatto convincere che le fossili costino meno,che il power to gas non serve,che il biometanoè impossibile in Italia e convengono rigassificatori e gasdotti inutili come Tap.Questa politica energetica errata del Governo per dare ossigeno all’Eni ed alle centrali gas da chiudere(vedi caso Sorgenia.Edipower di a2a che vuol acquisire le dismesse di EDF-EDISON) o peggio di rinnovare come fa Terna in Sicilia dove la aggiorna per tenerla in riserva.Questo costa 30 miliardi di sprechi in bolletta e non ci permette di ridurre l’import da 80 miliardi annui a 40 miliardi annui.

    Leggo ogni giorno che alla fine Expo,vogliono conservare dei palazzi o simboli Expo ma dovrà decidere il Commissario Sala, e credo che il terreno Expo sarà costruibile a partire dall’estate 2016.Consiglio il Governo e gli Enti di costruire da subito i miei 15 grattacieli di 60 metri per 4.000 persone l’uno.La tecnologia di costruzione digitale oggi permette di costruire in 2-3 mesi. Si dia un appalto mondiale al costo di 450 milioni.Se Vago poi vorrà 4 grattacieli per 16.000 studenti, li costruiamo con tecnica rapida a 150 milioni e non 650 milioni, ma a Città studi.Se li vuole al Post Expo,si deve modificare l’edificabilità perchè devo sistemare 15+ 4 grattacieli UNIMI e 110.000 piante prese da ERSAF di Curno.Per abbreviare i tempi possiamo costruire nella zona tra MM e l’entrata Expo che è piu’ di 1 km.I grattacieli sono collegati da piattaforma di 6 piani dove metto il Museo Digitale e nella galleria un grande Ipermarket di prodotti bio agricoli e non,con tutti i ristoranti e vini del mondo.

    I 15 grattacieli da costruire di 60 metri circa sono cosi suddivisi:

    jobs

    1.agricoltura biodiversity 4.000 in coll.S.Michele all’Adige,BZ e Conegliano

    2.agricoltura bioenergy 4.000 in coll.Wageningen Univ.

    3.agricoltura digitale e app 4.000

    4.nuove filiere agricole 4.000 in coll. UNIGE e UNICA

    5.Manufacturing Innovative Institute 4.000 in coll.USA

    6.Digital Industry 4.0 4.000 in coll USA e Japan

    7.Acqua,trattamenti,rifiuti 4.000 in coll USA-Japan

    8.Plasma Institute 4.000 in coll. DIFFER ND

    9.Bioengineering Digital Health Institute 4.000 in coll.Stanford-Harvard

    10.Aziende-labs-Incubators da Caffese-Confind 4.000 in coll Confindustria Europea-USA e METI JAPAN

    11. ” 4.000 ”

    12. ” 4.000 ”

    13. ” 4.000 ”

    14. ” 4.000 ”

    15. ” 4.000 ”

    Totale 60.000

    3.Diatriba se è meglio un Campus con la vecchia Facoltà di Agricoltura o se è preferibile 4 palazzi dove mettiamo 16.000 persone che innovano l’agricoltura digitalizzandola,studiando la biodiversità,la bioenergia e la strumentazione di gitale di supporto con grande progettazione industriale 4.0 di robots e droni.

    il Corsera riportava un appello della agricoltura biologica per farla studiare meglio al Post Expo.Difatti ho proposto al Post Expo ben 4 building da 16.000 posti per l’agricoltura digitale,uno riguarda la biodiversità,uno la bioenergy,uno i prodotti di bioagricoltura ed uno a cui tengo molto l’attrezzatura digitale che è la rete internet industriale che deve arrivare in ogni fattoria anche sperduta,la ledizzazione serre che è un mio pallino,la strumentazione innovativa via droni e robots e l’interrelazione tra filiere in digitale.Es. in Francia incrementiamo la filiera maiali mentre noi li importiamo.Ora piu’ maiali allevi,piu’ impianti in simbiosi nitrati,trattamenti acque e biogas-biometano devi fare.Poi aggiungi le stalle ledizzate,i salumifici che hanno bisogno di conservazione a bioidrogeno che faccio con acqua e di diesel per motori che sia rinnovabile.Ecco perchè al Post Expo dico che le nostre Università sono indietro perchè nel digitale vero siamo arretrati di 20 anni e stiamo consegnando molto a stranieri.Stesso discorso dei maiali vale per allevamenti pesci ed alghe dove nessuno ricorda che il nostro mare è enorme piu’ di 350.000 km.2 con un potenziale di filiera marina tra 25 e 50 miliardi anni che è il 3% del nostro pil,ma assicura da 350.000 a 500.000 jobs.So benissimo che il Commissario Sala e molti politici ,credono alle proprietà taumaturgiche del Campus di Vago,ma purtroppo non è cosi perchè la nostra Università di Agraria a parte eccezioni,è vecchia e salvo solo gli Istituti Specializzati che chiamo al mio fianco.

    4.Promuovere l’agricoltura responsabile ed ecologica per

    Una nuova politica alimentare

    Perché il modello alimentare italiano è un bene pubblico prezioso che deve essere trasmesso alle generazioni future, ma anche perché è essenziale per la lotta contro gli sprechi e per promuovere il cibo italiano nel mondo. Il made in italy del Governo ha lanciato una nuova politica nazionale di fornitura. Promuovere produzione locale e la qualità nella ristorazione mondiale è uno dei nostri punti di forza.

Creabilis (Ivrea/Kent) venduta per 150 milioni al colosso americano Sienna Biopharmaceuticals

La startup ha sede nel Kent (contea UK) ma il processo di ricerca e di sviluppo del prodotto è tutto made in Italy. Ha sviluppato un sistema in grado di localizzare l’effetto dei farmaci dermatologici a livello della pelle

Il rino-robot per proteggere i rinoceronti dal bracconaggio. Ramakera

Ramakera è un robot con le sembianze di un rinoceronte, in grado di monitorare e proteggere il gruppo di animali in cui si trova. Una possibile misura contro il bracconaggio che, a causa dei corni, sta spingendo questo animale verso una rapida estinzione.

A colloquio con la spia che adesso protegge le aziende. Intervista a Dave Palmer (Darktrace)

L’azienda ha sviluppato un approccio alla cyber-defense che mima il comportamento del sistema immunitario umano di fronte alle minacce virali. Il suo CTO, Dave Palmer, ha lavorato con il MI5