Agribeauty, la nuova cosmesi si fa con gli scarti di frutta e verdura

Bucce di pomodoro e scarti di mela: l’industria dei prodotti di bellezza cambia rotta portando i suoi laboratori direttamente nell’orto

Vi cospargereste mai il corpo con le acque reflue di un frantoio? Vi fareste una maschera di bellezza con la buccia di una mela marcia? Vi trucchereste con un rossetto fatto con scarti di pomodoro?

Se è assodato che i prodotti naturali sono fonte di bellezza e che gli oli vegetali sono ottimi rimedi estetici per capelli e pelle, non è così scontato pensare che lo siano anche gli scarti, gli avanzi e la frutta pronta per il macero. Eppure è proprio così, e la nuova frontiera della chimica verde sta andando in questa direzione. D’altra parte ogni anno in Italia si buttano 12 milioni di tonnellate di prodotti dell’industria agroalimentare. Si va dalle bucce di pomodoro fino ai rifiuti ottenuti dalla lavorazione dell’olio d’oliva, del vino, dei succhi di frutta all’arancia e al pompelmo. Scarti che la chimica green può recuperare e riutilizzare in creme e detergenti perché contengono più sostanze attive dei frutti e dei vegetali stessi. Utilizzando questi avanzi come materia prima non solo si fa del bene alle nostre pelli ma non si leva nulla all’alimentazione della popolazione mondiale, si contribuisce al riciclo e al rispetto per l’ambiente.

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Il business viene dallo scarto

D’altra parte in tempi in cui le materie prime iniziano a scarseggiare e le coltivazioni si fanno troppo intensive, le industrie della cosmesi più attente all’ambiente e alla popolazione devono cambiare rotta portando i loro laboratori direttamente nell’orto. “L’industria cosmetica dipende dalla biodiversità” – ha spiegato Cecilia Anselmi, del dipartimento di biotecnologie chimica e farmacia all’Università di Siena e membro dello spin-off Unicosme-si Srl in un incotro al Padiglione della Biodiversità di Expo.“Oli, tensioattivi vegetali, oli essenziali, assolute e resine di piante. Oltre ai coloranti naturali, alle argille e agli altri minerali ricavati dal mondo vegetale, le industrie dipendono sempre più dalle sostanze naturali ma si comincia a cambiare le strategie produttive per contribuire a rispettare il pianeta e reperire principi attivi funzionali”.

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La nuova frontiera della cosmesi: l’agribeauty

Lo sanno bene le aziende che lavorano nel settore cosmetico e che si stanno adeguando ai nuovi trend dell’agribeauty. La tendenza degli italiani è quella di farsi belli utilizzando prodotti naturali, meglio ancora se riciclati e comparti in erboristeria. Proprio per questo negli ultimi anni sono stati avviati iter necessari ad acquisire brevetti per l’estrazione di principi attivi idonei alla produzione di cosmetici da uva e olive, ma anche dalla buccia delle mele e dai pomodori. I prodotti ricavati dai vegetali diretti al macero andrebbero così ad aggiungersi alle creme anti-età alla bava di lumaca, a quella per il corpo alla linfa di vite, dallo scrub allo spumante o ai vinaccioli al bagnoschiuma al latte d’asina, dal gel di uva biologica fino alla crema viso alla ciliegia.

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